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L’ Europa ad un bivio: che fare ?

L’ Europa ad un bivio: che fare ? La crisi finanziaria, partita dagli Usa nel 2007, si è riversata sull’Unione Europea e segnatamente sui paesi dell’eurozona, rischiando di fare saltare il sistema bancario.  Gli Stati europei, in primis la Germania, sono corsi ai ripari scaricando i debiti delle banche (causati dai derivati “tossici” accumulati) sul Debito Pubblico, in pochi anni salito vertiginosamente in tutti i paesi della Ue (in media il 35%).  A questo punto i paesi più forti, a partire dalla Germania, hanno imposto una politica di austerity agli altri  Stati dell’Eurozona, provocando una dura recessione, disoccupazione di massa e perdita di buona parte del welfare. Morale della favola: gli Usa hanno vinto, scongiurando il pericolo, molto chiaro nel 2007, che il dollaro fosse scacciato via dall’euro come moneta di riserva internazionale. L’Ue ha perso e rischia di saltare, non solo l’Euro, ma la stessa costruzione faticosa e preziosa dell’Unione Europea. Di fronte a questa situazione senza via d’uscita il malessere sociale crescente si è trasformato in malessere politico con l’avanzata spettacolare di molte forze di estrema destra, nazionalsocialiste, che attaccano l’Euro, le banche e la finanza,gli immigrati e le minoranze etniche, in nome della sovranità nazionale.  I partiti di centro-destra-sinistra  sono ormai insieme al governo nella gran parte dei paesi europei (Grecia, Germania, Italia, Olanda, Belgio, ecc.) e tutta la Ue sembra destinata ad essere governata dalle “larghe intese” , che la porteranno alla rovina.  Esiste un’altra via d’uscita che non sia quella dei neonazisti che ci porterebbero indietro negli anni più bui della nostra storia ?   Noi pensiamo di sì a patto che: a)    Si crei un’Alleanza tra i paesi del Sud-Europa, un patto sociale e politico tra le popolazioni di questi paesi per negoziare con Bruxelles una ristrutturazione del debito pubblico; b)    Si sposti l’asse europeo verso il Mediterraneo, con l’obiettivo ambizioso, ma ineludibile, di arrivare alla creazione di una Comunità Euro-Mediterranea, unica in grado di reggere ai colpi delle grandi potenze nell’era della globalizzazione dei mercati; c)     Si restituisca la libertà di movimento alle popolazioni del Mediterraneo e la Ue diventi un’area di accoglienza, attraverso corridoi umanitari, per tutte le popolazioni colpite dalla fame e dalle guerre; d)    Si  taglino le spese militari, gli investimenti in grandi opere inutili, si colpiscano le rendite finanziarie e l’Europa torni ad essere la patria del welfare, dei diritti,  della dignità dei/lle lavoratori/trici , dei/lle cittadini/e, di tutti gli uomini e le donne che la abitano, generalizzando in tutti i Paesi dell’UE un reddito base di cittadinanza.     Noi vogliamo salvare l’Unione Europea, perché la sua frantumazione, il ritorno ai nazionalismi, sarebbe una catastrofe.  Non illudiamoci che abolendo l’Euro si possa tornare alla situazione precedente: scatterebbero svalutazioni competitive, iperinflazione, barriere doganali ed alla fine… dalla guerra commerciale alla guerra tout court il passo non è così grande (la ex Iugoslavia docet!).  Noi vogliamo salvare l’Europa e per farlo dobbiamo cambiarla radicalmente, attraverso una conversione ecologica, pacifista, solidaristica, ed una lotta senza quartiere alla finanza speculativa ed all’economia criminale.  E’ questa nuova Europa Unita che vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti! Noi vogliamo allargare l’Europa offrendole un cuore Mediterraneo, facendola diventare una mesoregione di un miliardo di abitanti, in grado di garantirsi la sovranità monetaria, alimentare ed energetica.   WWW.sinistraeuromediterranea.it
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