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Festival sabir

festival   sabir   lampedusa.it L’isola di Lampedusa, collocata al centro del Mediterraneo tra le coste del Nord Africa e i paesi del sud Europa, è divenuta negli ultimi due decenni un crocevia dell’immigrazione. Ogni anno approdano sull’isola migliaia di persone provenientida paesi dell’Africa e del Medio Oriente, spesso governati da regimi autoritari o dittatoriali e spesso in guerra.L’assenza di politiche giuste ed efficaci per l’immigrazione e più in particolare la mancanza di un’idea di accoglienzaadeguata agli standard dei diritti umani sanciti a livello internazionale, provoca di frequente tragedie e problemi umanitarie crea tensioni e conflitti politici e sociali. Al tempo stesso, la gestione improvvisata e perennemente emergenzialedegli arrivi alimenta il razzismo e le paure costruite strumentalmente negli ultimi anni con la retorica pubblicadell’invasione.La gestione improvvisata degli arrivi produce inoltre una immagine negativa dell’isola, nonostante la solidarietà mostratain molte occasioni dagli abitanti. La principale risorsa dell’isola di Lampedusa, il turismo, ha rischiato tante voltein questi anni di essere compromessa, a causa di una politica miope e di un razzismo istituzionale che ha strumentalizzatoil ruolo della frontiera italiana più vicina all’Africa.L’isola di Lampedusa ha una sua vocazione storica, che le discende dalla collocazione geografica e che ha visto, nel corsodei secoli, il passaggio delle grandi civiltà mediterranee. L’essere al centro del Mediterraneo fa dell’isola principale dellePelagie un luogo di incontro e di scambio di culture, tradizioni e saperi.A questa tradizione si richiama il titolo del progetto, SABIR: il Sabir, lingua franca del Mediterraneo, fu un idiomapidgin “di servizio” parlato in tutti i porti del Mediterraneo dal Medioevo e fino a tutto il XIX secolo. Uno strumento dicomunicazione nel quale confluivano parole di molte delle lingue del mediterraneo. Una lingua ausiliaria che consentivaai mercanti dell’area di comunicare tra loro.Sabir - Festival diffusodelle culturemediterraneeeIl Mediterraneo...sono delle strade. Strade per mare e per terra. Collegate.Strade e città. Grandi, piccole. Si tengono tutte per mano. Il Cairoe Marsiglia, Genova e Beirut, Istanbul e Tangeri, Tunisi e Napoli,Barcellona e Alessandria, Palermo e... .(Jean-Claude Izzo, Marinai perduti)Il Festival SabirCon il Festival internazionale SABIR si intende promuovere un’altra immagine dell’isola – che sia legata ad una nuovaidea di cittadinanza mediterranea, frutto di una combinazione virtuosa tra cultura locale e pratiche innovative di accoglienza- una nuova concezione di uguaglianza Mediterranea e dignità condivisa. Si vuole altresì stimolare l’elaborazionedi nuove soluzioni normative su scala nazionale ed europea.L’intento é di valorizzare il potenziale sociale, economico e culturale dell’isola di Lampedusa e di tutta la regione mediterranea,perseguendo il rafforzamento del suo tradizionale ruolo di ponte tra le due sponde del mare Mediterraneo, perla costruzione di uno spazio più aperto e solidale tra i paesi che vi si affacciano, anche nell’ottica di sostenere i processidi democratizzazione e di partecipazione dal basso.Attraverso la produzione di un grande evento pubblico, si intende anche intervenire nel dibattito sui temi legati all’immigrazionein Italia, in Europa e nella regione del Maghreb-Mashrek, un dibattito che sia connotato dal protagonismodella società civile, in modo che la riflessione su questa questione centrale possa fungere da volano ad un dibattito su“l’Europa che vogliamo”, “l’Europa dei cittadini”. Il partenariato con la RAI permetterà una diffusione del messaggioveicolato dal Festival su larga scala.In occasione della Presidenza italiana dell’Unione Europea, il Festival di Lampedusa intende contribuire ad affermareuna prospettiva per la quale i paesi europei mediterranei non sono “periferia” del continente, perché il futuro dell’Europanon sta nella omologazione forzata ad un unico modello. Al contrario, una vera integrazione e unità europea potràrealizzarsi solo attraverso la piena valorizzazione delle diversità e delle vocazioni di ciascuna sua regione, in una Europapolicentrica e pluri-culturale.Una forte comunità mediterranea può offrire una vera prospettiva di benessere alle popolazioni dell’Europa del Sud, delMaghreb e del Mashrek e segnare la via di uscita dalla crisi che, sulle due rive, oggi esse vivono. Perché ciò si realizzi,essa deve essere fondata su una relazione paritaria fra le regioni europee, africane e asiatiche che sulle rive dello stessomare si affacciano, deve essere saldamente ancorata alla dignità, ai diritti e alla democrazia, e ripudiare ogni approccioneo-coloniale.L’evento di Lampedusa vuole indicare la strada al cambiamento possibile nelle relazioni fra Europa e Africa e dare basisolide all’idea di cittadinanza mediterranea.festivalsabirlampedusa.it [ 3 ] info@festivalsabirlampedusa.itProgrammaNella cornice di concerti e spettacoli che avranno luogo in parallelo per le vie dell’isola nel corso delle cinque giornate, si realizzerannodibattiti, incontri e laboratori sul ruolo di Lampedusa come ponte tra i popoli nel cuore del mare Mediterraneo. In particolare,i due temi principali al centro del dibattito, che saranno discussi nell’ambito dei due incontri internazionali, sono ‘Migrazioni’ e‘Partecipazione e democrazia euro mediterranea’.La collocazione temporale intorno al 3 ottobre del 2014 ci consente un forte richiamo alla responsabilità collettiva per la strage avvenutanello stesso giorno del 2013, nel quale hanno perso la vita 368 persone in cerca di protezione. In tale giorno della memoriasi intende, attraverso questo evento internazionale, ridare dignità e voce unicamente alle tante vittime dell’immigrazione.18.00 Saluti di Benvenuto21.00 Spettacolo di musica e teatroConcerto de L’Orchestra di Piazza Vittorio e a seguire lo spettacolo Italiani Cincali di Mario Perrotta1 ottobre 20149.30/17.30 Incontro internazionaleLe sfide comuni: democrazia reale,beni comuni, dignità per uscire dalla crisiL’Europa e la regione Maghreb-Mashrek stanno affrontandosfide drammatiche. Esse presentano caratteristiche diverse,ma sono facce diverse della stessa crisi globale di civilizzazione.Per uscire dalla crisi democratica, economica, sociale eculturale, è necessario aumentare la cooperazione, la solidarietàreciproca e le attività condivise fra gli attori democraticie progressisti della regione, che sono impegnati per un modelloalternativo di economia e di società.9.30/10.00 - Plenaria Di Apertura10.00/12.30Sessioni tematiche:Democrazia realeProgetti regressivi, Alternative democratiche e partecipazionecittadina- nell’ambito del progetto LED, Laboratori di democraziaeuropea.Beni comuniResistere agli accordi di libero scambio, al cambio climatico,alla privatizzazione dei beni comuni naturali, sociali e culturali.DignitàLavoro dignitoso, reddito e diritti sociali.15.00/17.30 - Sessione plenariaPresentazione dei risultati delle sessioni, dibattito fra attivistisociali e parlamentari europei.18.00 / 19.30 - Dialoghi MediterraneiOgni giorno uno scrittore italiano incontrerà e dialogheràcon uno scrittore magrebino ed uno europeo in uno spazionel centro della città dedicato alla letteratura. Hanno confermatola presenza nei vari incontri di dialoghi mediterraneiErri De Luca, Giuseppe Catozzella, Tahar Lamri, GianlucaSolera, Mahmoud Hassan,Doha Boraki .21.00 - Spettacoli teatraliLa serata sarà aperta dalla Compagnia delle Albe con lo spettacolo“Rumore di acque” a cui seguirà una produzione originalecreata per il Festival dai fratelli Thabet, in coproduzionecon il Festival di Liegi e il Teatro Nazionale di Bruxelles(Belgio).I fratelli Thabet, tunisini, saranno accompagnati da artistigreci e tunisini in una performance in prima assoluta.2 ottobre 20143 ottobre 2014Dalle 06.00 alle 19.30Eventi di commemorazione organizzatidal Comitato 3 ottobre04.00 - Il Comitato 3 ottobre insieme ai superstiti ed ai familiaridelle vittime libereranno in cielo 368 lanterne, una per ciascunavittima del naufragio dell’isola dei Conigli.06.30 - All’alba, in coincidenza con l’orario dei soccorsi si terràun rito laico di commemorazione. Un corteo, a cui parteciperannoi cittadini di Lampedusa, i migranti, i familiari dellevittime, i volontari, gli operatori del soccorso e quelli delle associazioniumanitarie, partirà da via Roma fino a raggiungere illuogo del naufragio.18.00 - Realizzazione di un flash mob, con la regia di DagmawiYimer, al centro del paese che coinvolgerà 368 donne, uomini ebambini che utilizzeranno dei drappi bianchi. Lo scopo è quellodi restituire a tutte le vittime, individualmente considerate, ladovuta rilevanza e attenzione, trasmettendo a quanti parteciperannoo assisteranno la consapevolezza dell’immensità dellatragedia che è costata la vita a 368 persone. Le immagini del flashmobverranno poi montate per realizzare un video da inviareal Parlamento Europeo a sostegno della campagna per l’istituzionedella Giornata della Memoria e dell’Accoglienza europeae divulgato in rete.21.00 - Spettacoli teatraliSpettacolo teatrale di Ascanio Celestini, direttore artistico deglieventi teatrali di Sabir, accompagnato da Giovanna Marini e ilsuo quartetto e da Mimmo Cuticchio.A seguire lo spettacolo La Turnata di Mario Perrotta.festivalsabirlampedusa.it [ 4 ] This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it./17.30 - Incontro Internazionale:Migranti e MediterraneoNell’isola che, troppo spesso, è stata laboratorio della militarizzazionedelle frontiere e negazione della dignità umana,simbolo funesto delle politiche mortuarie dell’UE, le reti internazionalidelle due rive, denunciando tanto le violazionidei diritti fondamentali nel paesi di transito che le deriva delsistema di accoglienza a livello europeo, propongono conquesto incontro alternative concrete e più giuste alle politicheeuropee ed internazionali di immigrazione.9.30/12.30Sessioni tematiche parallele:Frontiere e prima accoglienza,coordinato da Arci, Migreurop e RemdhMigrazione e Sviluppo, coordinato da Concord Italia nell’ambitodel progetto ‘More and better Europe’Migrare per vivere, fermiamo la strage. Per un osservatoriosui migranti dispersi nel viaggio verso l’Europa, coordinatoda ARCIL’Italia sono anche io: attività di advocacy in favore della cittadinanzaeuropea per i migranti, coordinato dalla Campagna‘L’Italia sono anche io’Il ruolo del sindacato nella promozione dei diritti sociali ecivili nei paesi di transito, coordinato da CGIL14.30/17.30 - Sessione PlenariaPresentazione dei risultati delle sessioni tematiche e dibattitotra i rappresentanti delle organizzazioni della società civileed i rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee18.00 /19.30 - Dialoghi MediterraneiOgni giorno uno scrittore italiano incontrerà e dialogheràcon uno scrittore magrebino ed uno europeo in uno spazionel centro della città dedicato alla letteratura. Hanno confermatola presenza nei vari incontri di dialoghi mediterraneiErri De Luca, Giuseppe Catozzella, Tahar Lamri, GianlucaSolera, Mahmoud Hassan,Doha Boraki21.00 - ConcertoQuesta serata ospiterà il concerto principale del Festival: sottola direzione artistica di Fiorella Mannoia cantanti italianied internazionali suoi ospiti si alterneranno sul palco, duettandoe contaminandosi nei loro vari stili musicali.4 ottobre 20145 ottobre 201410.00 - Partenza della carovana antimafiaIl viaggio della Carovana antimafie attraversa il territorio con un percorso a tappe che si propone di portare solidarietà acoloro che in prima fila operano per la legalità democratica e la giustizia sociale, per dare opportunità di crescita sociale, persensibilizzare le persone affinché tengano alta la tensione antimafia, per promuovere impegno sociale e progetti concreti. LaCarovana si mette in viaggio e percorre migliaia di chilometri dunque per animare il territorio e porre l’accento su questioniche si legano a quelle della democrazia, della legalità, della lotta alle mafie, come uno strumento di contaminazione che permettadi sperimentare nuove forme di partecipazione, favorire dinamiche di coesione sociale e di produzione di beni relazionali.La Carovana quest’anno, complice un progetto europeo (CARTT) che correrà parallelamente alla Carovana italiana, hacome filo rosso quello della lotta alla tratta degli esseri umani. Dal 7 aprile al 7 giugno ha attraversato quasi tutte le regioniitaliane. Dopo la sosta estiva ripartirà proprio da Lampedusa il 5 ottobre, per poi proseguire il suo viaggio attraverso la Sicilia,Trieste, Novi Sad, Belgrado, Bucarest
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APPELLO AI MOVIMENTI SOCIALI PER LA MOBILITAZIONE VERSO IL PROSSIMO FORUM SOCIALE MONDIALE A TUNISI 24-28 MARZO 2015

  APPELLO AI MOVIMENTI SOCIALI PER LA MOBILITAZIONE VERSO IL PROSSIMO FORUM SOCIALE MONDIALE A TUNISI 24-28 MARZO 2015   Cari e care,   nella ultima riunione tenuta a Casablanca nel dicembre del 2013 il Consiglio Internazionale ha preso la decisione di organizzare la prossima edizione del Forum Sociale Mondiale nel 2015 di nuovo in Tunisia.   Questa decisione è stata presa dopo una valutazione dell'organizzazione e dei risultati del FSM 2013, dopo una analisi comune della situazione delle lotte dei movimenti sociali della regione e del mondo, nonché del nuovo contesto geopolitico e dell'evoluzione della crisi del modello neoliberista.   È d'obbligo constatare che dopo essere stata dal 2011, grazie alle rivoluzioni e ai movimenti democratici, una fonte di speranza per sè e una fonte di ispirazione per il resto del mondo, la regione ha conosciuto sviluppi che ispirano una inquietudine profonda.   I governi in carica dopo tre anni non sono stati capaci di formulare e mettere in opera alternative, per rispondere alle preoccupazioni dei giovani in cerca di libertà e di lavoro, delle donne in cerca di uguaglianza, dei movimenti sociali in cerca di giustizia sociale.   Al contrario, in tutta la regione abbondano armi e di violenza, le politiche neoliberiste dettate dalla Banca Mondiale e dal Forum Monetario Internazionale sono presentate come la sola soluzione, e i movimenti sociali e i movimenti democratici sono criminalizzati. Gli interventi stranieri politici e militari sono diventati la regola, con l'obiettivo in ciascuno dei casi di strumentalizzare la instabilità interna a beneficio degli Stati Uniti, della Unione Europea, della Turchia, dei paesi del Golfo.   Oltre il Maghreb e del Mashrek il continente africano, diventato una forte principale di materie prime e presentato come la "nuova frontiera" economica, è anche esso sferzato dalla violenza estremista, dalla rapina delle sue risorse, dalla violenza devastatrice dei programmi di aggiustamento strutturale e dalla militarizzazione generalizzata dei suoi territori.   In tutto il mondo, compresa l’Europa, l’Asia, l’America Latina e del Nord, i movimenti sociali si trovano a fronteggiare l’aggravamento della crisi economica, sociale e ambientale, e la messa in discussione sistematica dei diritti. Nuove tensioni, direttamente legate alle strategie egemoniche per l’appropriazione delle risorse e dei mercati fanno temere il peggio in Europa, in Asia e in Africa.   Il Forum Sociale Mondiale resta più che mai uno spazio vitale per i movimenti sociali che lottano perchè i popoli salvaguardino la loro dignità, rimangano padroni dei loro destini, conquistino nuovi diritti economici, sociali, culturali ed ambientali, e perchè costruiscano alternative al neoliberismo che sono più che mai necessarie.   I movimenti sociali tunisini e del Maghreb-Mashrek vi invitano dal 24 al 28 marzo 2015 a venire a condividere l’impegno per fare trionfare la giustizia, l’uguaglianza e la pace, per discutere le sfide mondiali e costruire insieme le alternative alle quali tutti i popoli della terra aspirano.   Con voi, riusciremo a costruire un processo preparatorio aperto, partecipativo, democratico per organizzare il FSM 2015.   Un altro Maghreb Mashrek è possibile Un’altra Africa è possibile Un altro mondo è possibile   Tunisi, 20 giugno 2014 Il comitato organizzatore del FSM 2015 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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Sulle rotte dell'Euromediterraneo - Carovane in Libano, Turchia, Tunisia

Un'Interessante iniziativa organizzata da Un Ponte per ...Coalizione Ya Basta Marche, Nordest, Emilia Romagna e Perugia   Sulle rotte dell'Euromediterraneo - Carovane in Libano, Turchia, Tunisia Partono le delegazioni per incontrare le realtà sociali e raccontare i confini mobili attorno alla Fortezza Europahttp://www.globalproject.info/it/mondi/sulle-rotte-delleuromediterraneo-carovane-in-libano-turchia-tunisia/16905A partire dal 18 aprile iniziano le carovane in Turchia, Tunisia e Libano.In contemporanea saremo in alcuni dei "luoghi simbolo" del dramma che si consuma sui confini mobili dell'Europa, dando vita ad una azione partecipata e coordinata per intessere relazioni, conoscenze ed una narrazione comune, contribuendo alla costruzione di un euromediterraneo di diritti e libertà.La nostra iniziativa parte dalla condivisione della  Carta di Lampedusa  per affermare che la vita e i diritti essenziali di ogni essere umano vengono prima delle normative formali.Per questo saremo in contemporanea in Turchia, Tunisia e Libano in un percorso collettivo che guardi all'altra parte del Mediterraneo.Le tre carovane incontreranno movimenti e realtà sociali, raccoglieranno materiale informativo e documenteranno la realtà dei tre paesi.LIBANOLa carovana si confronterà con la complessità socio-politica e culturale del Libano, paese con una delle più articolate composizioni confessionali in Medio Oriente. In un momento storico in cui il Libano, con più di un milione di siriani rifugiati, è sempre più coinvolto nel conflitto in Siria, la carovana visiterà i campi dei rifugiati palestinesi, arrivati nel paese dal 1948 in poi e dove da due anni hanno trovato riparo anche i palestinesi di Siria.Nel corso degli incontri sarà possibile comprendere meglio il Libano liberi da schemi e stereotipi diffusi.A Beirut sono previsti incontri tematici con giornalisti che ci racconteranno il contesto politico attuale, con rappresentanti della società civile libanese, tra cui l’organizzazione Amel impegnata neisettori della protezione e della salute delle donne migranti, con l’Arab Resource Center for Popular Arts, al-Jana che lavora per i minori con programmi culturali e la produzione di materiali audiovisivi e con il festival di cinema per ragazzi.Nei primi giorni sono in programma visite e incontri nei campi di Sabra e Shatila e di Bourj al-Barajneh dove ascolteremo le testimonianze dei rifugiati e  degli operatori sociali di Beit atfal al-sumud, un’organizzaione laica, che da 40 anni lavora per i diritti dei profughi palestinesi in Libano e con cui Un ponte per...collabora da 15 anni nei programmi di assistenza per i palestinesi e siriani. Nei giorni successivi si visiteranno i campi di Bourj al Shemali e ‘Ein al-Helweh nel sud del paese.TUNISIALa Carovana avrà come prima tappa il Forum Sociale Magrebino sulle Migrazioni che si svolgerà a Monastir dal 18 al 20 aprile.Il Forum sarà un’occasione di confronto e di scambio che vedrà protagonisti gli attivisti provenienti dal Nord Africa, dai Paesi sub-sahariani e dall’Europa. Nel corso del Forum condivideremo le riflessioni attorno alla Carta di Lampedusa e rafforzeremo le relazioni con chi come noi crede in un EuroMediterraneo basato sui diritti e non sulle frontiere, a partire da un incontro con la delegazione dei rifugiati del Campo di Choucha.La Carovana si sposterà poi nella regione di Sidi Bouzid, dove è nata la Rivoluzione del 2011, in cui incontreremo uomini e donne che non hanno smesso di lottare per la libertà e la democrazia.Visiteremo in collaborazione con il GVC i tre Media Center Comunitari di Sidi Bouzid, Regueb e Menzel Bousaiane e conosceremo le associazioni che li autogestiscono. I Media Center Comunitari sono luoghi di socialità e di produzione indipendente di informazione.Infine a Tunisi incontreremo quella parte di società civile attiva e determinata che attraverso forme di autogestione, creazione di reti, produzione di discorsi e di azioni, continua a costruire giorno per giorno una Tunisia aperta, laica e inclusiva.TURCHIAAd Istanbul la carovana incontrerà i movimenti sociali tra i protagonisti delle lotte che da GeziPark si sono diffuse in tutta la Turchia generalizzando la richiesta di diritti e democrazia.Gli incontri saranno l'occasione per confrontarsi e capire cosa è successo dopo quelle formidabili giornate, come i movimenti sociali abbiano “utilizzato” le mobilitazioni della scorsa primavera. Ci confronteremo con le nuove esperienze di occupazione di centri sociali e studentati , dinamiche esplose dopo “Gezi Park”.La Carovana incontrerà attivisti che producono accoglienza ed assistenza ai rifugiati che arrivano sempre più numerosi in particolare dalla Siria.Gli incontri permetteranno il confronto con organizzazioni che lavorano con i migranti sui dispositivi di gestione di uomini e donne che subiscono condizioni di vita terribili e vengono utilizzati come forza lavoro con paghe da miseria e sulla cui schiena si poggia buona parte del “miracolo economico” turco. Condizione simile quella delle minoranze di sfollati interni a causa dei conflitti sociali e della devastazione ambientale dei territori da cui provengono.La Carovana si sposterà nel Kurdistan turco dove si confronterà con attivisti di movimenti giovanili e studenteschi, con collettivi di donne che indagano la produzione della propria identità. Visiterà il confine con la Siria, territorio strategico per il governo di Ankara e sulla cui militarizzazione e gestione dei confini gioca una complessa partita geopolitica agita in particolare sulla pelle dei rifugiati in fuga dalla guerra e della popolazione del posto che vive una condizione di perenne occupazione militare.Incontrerà i movimenti sociali che si battono contro le grandi opere, come le dighe che il governo turco vuole costruire sfollando città dalla storia millenaria.Un Ponte per ...Coalizione Ya Basta Marche, Nordest, Emilia Romagna e PerugiaInfo e contatti generali: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. e This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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Ue-Ucraina, un’associazione a delinquere — Tommaso Di Francesco, 22.3.2014

Ue-Ucraina, un’associazione a delinquere — Tommaso Di Francesco, 22.3.2014 CONDIVIDI La ten­sione ormai «cala», dicono. È vero esat­ta­mente il con­tra­rio. Ecco per­ché. Men­tre Putin rati­fi­cava a Mosca il pas­sag­gio, dopo il refe­ren­dum, della Cri­mea alla Fede­ra­zione russa, il con­si­glio dei capi distato e di governo di Bru­xel­les ha appro­vato l’accordo di asso­cia­zione dell’Ucraina all’Unione euro­pea. Si tratta della sola parte poli­tica, quella eco­no­mica “seguirà”, per quella mili­tare ci saranno svi­luppi: Kiev è già nel par­te­na­riato Nato. Non è l’adesione all’Ue però. Averlo fatto cre­dere — rim­pro­vera Ser­gio Romano — ha costi­tuito la peri­co­losa mito­lo­gia nazionalista-europeista di Maj­dan. L’adesione arri­verà tra molti anni come per gli altri paesi dell’Est Europa che prima, una prova del nove di “civiltà”, sono dovuti entrare nell’Alleanza atlan­tica e sono finiti a fare le guerre ame­ri­cane nel mondo. Hanno fir­mato l’accordo il pre­si­dente del Con­si­glio euro­peo Her­man Van Rom­puy e quello della Com­mis­sione Manuel Bar­roso. Ha con­tro­fir­mato Arseny Yatse­niuk, pro­cla­mato pre­mier da quel che resta della Rada ucraina e appro­vato alla fine dai rivol­tosi nazio­na­li­sti anti­russi (quando non dichia­ra­ta­mente neo­na­zi­sti) di Maj­dan: comun­que in rap­pre­sen­tanza di una sola parte del Paese. Per­ché, chi rap­pre­senta dav­vero Yatse­niuk e quanta Ucraina si rico­no­sce in lui? E l’accordo di asso­cia­zione all’Ue non sem­bra fatto appo­sta per “delin­quere”, per sca­te­nare ulte­riori pro­te­ste vio­lente nell’est ucraino filo­russo e divi­dere così ancora di più il Paese? È la rie­di­zione del modello distrut­tivo euro­peo già usato nell’ex Jugo­sla­via. Come rea­gi­ranno infatti all’accordo di asso­cia­zione con l’Ue le regioni dell’est ucraino che non si rico­no­scono in Yatse­niuk e tan­to­meno in piazza Maj­dan, e che invece vogliono fare come la Cri­mea? Non era forse neces­sa­ria mag­giore pru­denza? Tutto, dicono, si chia­rirà con le ele­zioni ucraine del 25 mag­gio. Ma — se ci saranno dav­vero — quanto var­ranno quelle con­sul­ta­zioni se, come si annun­cia, saranno diser­tate dalle regioni dell’est? Quest’accordo di asso­cia­zione poi è lo stesso che venne rifiu­tato (fu la scin­tilla della rivolta a Kiev) dall’ex pre­si­dente Yanu­ko­vitch per­ché non offriva rispo­ste con­crete alla vora­gine debi­to­ria che si sarebbe aperta se il paese, già in crisi, avesse rinun­ciato all’unione doga­nale con la Comu­nità degli Stati indi­pen­denti legati a Mosca. Quali fondi desti­nerà ora la troika dell’Unione euro­pea che ha affa­mato con la sua auste­rità il sud euro­peo — a comin­ciare dalla Gre­cia — e che insi­ste con i suoi dik­tat sui bilanci nazio­nali dei Paesi membri? La Com­mis­sione Ue pro­mette ben 11 miliardi all’attuale lea­der­ship ucraina, tre sareb­bero imme­diati e uno in par­ti­co­lare cash. Da dove ven­gono que­sti soldi? Dalla dispe­rata Sin­tagma — la piazza della pro­te­sta sociale della Gre­cia, ora pre­si­dente di turno della Ue — ver­ranno forse stor­nati fondi per finan­ziare l’insorgente Maj­dan? Ad Atene i neo­na­zi­sti di Alba Dorata sono con­tro l’Europa. Ma basta poco a cam­biar “tat­tica” se solo si sco­pre che riceve finan­zia­menti e ascolto il Paese che più insorge. «Fac­ciamo come Maj­dan» potrebbe diven­tare lo slo­gan delle pros­sime pro­te­ste euro­pee — a quel punto non solo di destra — con­tro i dik­tat di Bruxelles. Infine, arri­vano, per ora con il pla­cet di Putin, ben 100 osser­va­tori dell’Osce, l’Organizzazione per la sicu­rezza e la coo­pe­ra­zione euro­pea. E c’è da stare dav­vero poco tran­quilli. Infatti nel Kosovo ancora a sovra­nità della Ser­bia, nel feb­braio 1999 fu pro­prio l’Osce a dire­zione dell’ex spia sta­tu­ni­tense Wil­liam Wal­ker che, invece di moni­to­rare equa­mente come da man­dato inter­na­zio­nale, le vio­lenze etni­che che avve­ni­vano da tutte le parti (così testi­mo­niava l’Onu), prese a pre­te­sto l’invenzione della strage di Racak, per abban­do­nare la regione e dare così il via ai bom­bar­da­menti della Nato che par­ti­rono senza auto­riz­za­zione dell’Onu. E in que­ste ore, come negli ultimi venti anni, l’Alleanza atlan­tica non ha mai smesso di allar­garsi mili­tar­mente a est, ora fino ai con­fini russi. È di ieri la noti­zia che truppe occi­den­tali cor­rono verso i paesi Nato bal­tici, Esto­nia, Let­to­nia e Litua­nia alle prese con le riven­di­ca­zioni delle mino­ranze russe. Non cala la ten­sione dun­que, il con­flitto delle san­zioni a Mosca e il loro effetto boo­me­rang nella crisi euro­pea è solo all’inizio, come la guerra dei gasdotti e le mano­vre mili­tari russe con­trap­po­ste. La «fredda guerra» intorno all’Ucraina comin­cia solo adesso e “darà il ben­ve­nuto” a Barack Obama nella sua visita a Roma e a Bru­xel­les dei pros­simi giorni. http://ilmanifesto.it/ue-ucraina-unassociazione-a-delinquere/
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