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convocazione direttitivo Forum Italo Tunisino ( Associazione)

Martedì 29 settembre, dalle ore 10 alle ore 13,30, presso la sede di Piazza della Libertà 13 (CIME 4 piano) E’ CONVOCATO il Comitato Direttivo del Forum Italo Tunisino per la Cittadinanza mediterranea.         OBIETTIVI: A) rilanciare, a breve, l’iniziativa su quanto deciso  a Tunisi e a Messina. Ovviamente  aggiornando il contesto all’oggi e allo stravolgente esodo in atto. B) RIAFFERMARE IL VALORE E L’IMPORTANZA STRATEGICA DELLA COOPERAZIONE ED IL RUOLO DEL SOCIALE in uno scenario  di dimensioni e portata epocali, destinato a cambiare l’insieme dell’area  mediterraneo-europea,  nell’ovvia consapevolezza che a muovere il gioco sono le strategie  geopolitiche  delle grandi potenze e dei grandi gruppi. Questi i temi da discutere: 1)  Verifica attività 2015 e adeguamento struttura organizzativa con particolare attenzione alla comunicazione ed interazione costante,  web , teleconferenza?, skipe , altro……con la componente tunisina del Forum; 2)   Il rilancio dell’appello di Messina centrato sulla costituzione del Forum Permanente  delle città del Mediterraneo. Ipotizziamo un incontro di almeno 12 città ( 6 versante nord africano e 6 versante europeo) da tenere a Messina  agli inizi del prossimo anno ; 3)  La convocazione a Tunisi tra il 23 e il 26 Novembre di una Conferenza  sul Tema: Oltre il Partenariato di Barcellona 95 per una Comunità Mediterraneo-Europea capace di fronteggiare gli sconvolgimenti in atto. Ricade, infatti,  quest’anno il 20 anniversario di quell’importante, ancorchè non privo di contraddizioni, atto politico dell’Unione e dei Paesi  coinvolti, presto accantonato e sostituto da politiche fallimentari a tutto tondo;    4)  Verificare la possibilità , se riteniamo sia utile e ci siano le condizioni,  di rilanciare , e come,  la nostra idea avanzata al FSM di Tunisi dello scorso Marzo, della costruzione di un percorso di adesione della Tunisia al Consiglio d’Europa; 5)  Definire i soggetti da coinvolgere e le modalità della costruzione del Forum Permanente del Mediterraneo partendo da acqua, agricoltura, cittadinanza , vita; 6)  Definire  un progetto condiviso , coinvolgendo  le istituzione (governi-parlamenti- ambasciate di Tunisia e Italia)  per un corso di studio sugli intrecci della storia dei due Paesi, eventualmente cercando il supporto di una università telematica. 7)  Il rilancio dell’Averroè “ Erasmus , Mediterraneo”. 8)  Costruzione e attivazione di un gruppo  di lavoro per ricerca di nuovi bandi e la costruzione dei progetti e partenariati relativi. 9)  Varie ed eventuali Ad ottobre dovremmo sapere l’esito del nostro progetto sulle politiche UE verso il Mediterraneo presentato  con Roma 3 e Manuba. Un caro saluto Mimmo Rizzuti  www.forum italo tunisino.com
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Con La Tunisia democratica,

Con La Tunisia democratica, le sue donne ed i suoi uomini e tutti quelli che  quotidianamente lottano  per la  dignità, la libertà, una vita migliore, a partire dai combattenti kurdi di Kobane.   Ieri , un’altra orribile ondata di terrore, paura, sangue e morte  si è abbattuta sulla Tunisia, terra amica e ospitale, Paese aperto  e democratico  di confine, di incontri e scambi culturali,sociali,economici tra Europa ed Africa. Una giornata orribile in cui le forze del terrore che usano la religione come paravento ma che, come avvenuto nei secoli in tutte le latitudini,hanno come obiettivo vero il potere, la ricchezza , il dominio, il posizionamento strategico negli scacchieri nodali della geopolitica, hanno massacrato, da Kuwait City a Sousse, a Lione, decine di innocenti arabi, europei, musulmani e cristiani. L’obiettivo è chiaro : colpire dovunque e annichilire , con gli orrori e la paura  la dignità umana, l’autonomia delle persone, la loro libertà, la democrazia. L’IS o Daesh è,infatti, figlio diretto di due drammatici e centrali eventi di questo inizio secolo : La guerra di Bush del 2003 e lo strangolamento delle primavere arabe del 2010-2011. Acclarate ormai sono le responsabilità e gli impegni diretti nella costituzione della galassia terrorista e jiadista in funzione anti Iran e di blocco dei processi democratici aperti nel 2011 a partire dalla Tunisia nel nord Africa e negli stessi Paesi del Golfo, dei sauditi e in vario modo delle grandi e piccole  potenze regionali( Turchia, Israele, Emirati) con ampio placet e  copertura atlantico-europea. I valori e lo spirito delle rivolte e le rivoluzioni della dignità di quel periodo , furono , a ragione, avvertite come il pericolo maggiore per il loro potere e  l’essenza stessa del loro dominio, dalle classi dirigenti,  dai  gruppi dominanti e monarchie di quei Paesi. La Tunisia è stao finora l’unico Paese che è riuscito sia pur con contraddizioni e fatica a consolidare e  mantenere aperto il processo democratico e a prefigurare un modello statuale , civile, economico e sociale alternativo a Daesh.  Perciò è sotto tiro e si cerca di colpirla nei settori vitali a cominciare dal turismo. Da sola non può farcela. L’italia e l’Europa, devono smetterla di chiudersi in una logica di fortezza assediata , devono ribaricentrare le proprie politiche ed interessi sul mediterraneo,devono voltare pagina rompendo con l’economia e la finanza che uccidono , con armi diverse ma con la stessa ferocia di daesh anche  in Grecia e  in altri Paesi della stessa Europa. Del sud in particolare. Devono essere , in un’ottica di cooperazione paritaria e di partenariato d’area, al suo fianco sostenendola con ogni mezzo.       Noi, per quello che che conta e possiamo,  siamo con la Tunisia democratica,i suoi uomini e le sue donne coraggiose,con i kurdi del Rojava siriano lasciati soli a Kobane, con i Greci strangolati dalle istituzioni finanziarie dell’occidente moderno e democratico e tutti coloro che sibattono per la libertà, la dignità, il diritto di essere u donne e uomini liberi in Paesi liberi e  democratici,  contro il terrorismo   assassino. Insieme  faremo il possibile per fermare e battere la violenza cieca , inumana e lacerante del terrore . Per rimuovere le cause che alimentano il terrorismo. La nostra piena solidarietà, la nostra vicinanza e l'impegno a moltiplicare le nostre forze ed il  nostro impegno per colpire ingiustizie e dominio del terrore militare e finanziario ed affermare in ogni latitudine,in priimis con  i nostri cugini tunisini , la libertà e la dignita delle persone. Mimmo Rizzuti www.forumitalotunisino.com
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Statuto Associazione Forum Italo Tunisino per la Cittadinanza Mediterranea

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “FORUM ITALO-TUNISINO PER LA CITTADINANZA MEDITERRANEA” Art.1  Costituzione 1. E' costituita con sede in Roma,piazza della Libertà 13C% CIME , l'Associazione di promozione sociale ai sensi della legge n. 383 del 2000 e successive modificazioni, denominata: "Forum italo-tunisino per la cittadinanza mediterranea" di seguito detta Associazione.  2 L'associazione non ha fini di lucro e: - svolge soltanto le attività indicate nel presente statuto e quelle ad esse direttamente connesse; - non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni non lucrative che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura; - impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse; - in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell'organizzazione, sentito l'organismo di controllo, ad altre associazioni di promozione sociale o a fini di utilità sociale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. 3.   L'associazione ha durata illimitata. Art. 2 – Attività L'Associazione è apartitica, non persegue fini di lucro e non ha ad oggetto l'esercizio di attività commerciali e comunque diverse da quelle previste dal presente statuto, o ad esso connesse. L'Associazione ha per oggetto l’obiettivo di: - creare uno spazio di incontro per i cittadini/e tunisini residenti in Italia e i cittadini italiani/e che hanno a cuore l’incontro fra popoli e lavorano per la pace e la cooperazione; - promuovere il ruolo della comunità tunisina in Italia e quello della comunità italiana in Tunisia per costruire e consolidare progetti di cooperazione e amicizia tra i due popoli; - favorire il dialogo tra cittadini/e tunisini/e e italiani/e, nel contesto europeo, per far crescere la conoscenza reciproca, e la consapevolezza dell’appartenenza dei due popoli ad una comune area mediterranea; - consolidare i legami umani tra l’Italia e la Tunisia e intensificare il dialogo tra culture dei due paesi attraverso l’organizzazione di attività educative, culturali, ricreative, artistiche, sociali, sportive e turistiche, e la preservazione della memoria dell'emigrazione italiana in Tunisia; - creare un Ponte di dialogo e iniziative comuni per dare senso e concretezza alla costruzione di una “concittadinanza mediterranea”, nel quadro di un rapporto politico/istituzionale con le Istituzioni dell’Unione Europea, nonché con le associazioni e le organizzazioni della società civile europea, e dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.   L'Associazione organizza seminari, corsi di formazione, workshops, sui temi della cittadinanza, con l'obiettivo di favorire l'incontro, la conoscenza, lo scambio di esperienze  tra donne e uomini, tra generazioni diverse, tra cittadini italiani/europei e cittadini provenienti dalla Tunisia e da altri paesi del Mediterraneo, con l’obiettivo di promuovere una cultura e una politica aperte alle specificità dei diversi popoli, fondate sulla pace l’uguaglianza, la solidarietà. L’Associazione promuove l’informazione sui diritti e doveri dei tunisini in Italia, nonché sulla storia del continente europeo e delle sue istituzioni, e promuove in Italia la conoscenza della nuova situazione tunisina, dopo la rivoluzione, con particolare attenzione alla nuova Costituzione democratica e al sistema istituzionale/giuridico in fase di costruzione. L’Associazione sollecita quindi la partecipazione di cittadini e cittadine per affermare i diritti sociali, culturali, economici e politici di tutti, a partire da quelli degli immigrati. Favorisce, in tal senso, il coordinamento delle reti della società civile e delle autorità locali. L'Associazione si rivolge in particolare ai/alle giovani, e organizza progetti specifici, corsi tematici e percorsi di educazione/apprendimento. Da una parte per contribuire a costruire una cultura critica dei consumi, dall'altra per affermare una cultura dei diritti e del riconoscimento sociale, mettendo al centro i valori della pace, della dignità, dell'uguaglianza e delle libertà, del diritto al lavoro e dei diritti dei lavoratori/trici, della parità di genere, e della qualità della vita e dell'ambiente in cui si vive. L’Associazione organizza altresì l’apprendimento della lingua italiana e della lingua araba, sempre con l’obiettivo di favorire il protagonismo dei popoli nella costruzione di una grane Mesoregione, di una comune cittadinanza Mediterranea. L’utilizzo di strumenti multimediali e l’offerta di servizi multimediali costituiscono perciò una priorità nell’attività dell’Associazione. L’associazione intende avviare attività con enti pubblici e privati, Istituzioni, Associazioni di promozione sociale, di volontariato, Onlus e O.N.G. per il perseguimento dei fini e degli obbiettivi previsti dal presente Statuto. Si prevede l’istituzione di rapporti e collaborazioni con il mondo dell’università, dell’arte e dello spettacolo, nonché con fondazioni e centri studi italiani, europei, e dei paesi del Mediterraneo. ART. 3 – Soci L’Associazione è aperta a tutti coloro, siano esse persone fisiche e giuridiche, Enti pubblici e privati di qualsiasi genere e tipo, che ne condividono e perseguono le finalità e gli scopi previsti dal presente statuto. Possono essere Soci tutti coloro che, condividendo le finalità dell’Associazione, chiedono di aderirvi e si impegnano a sostenerne l’attività, a rispettarne lo Statuto e a versare annualmente il contributo associativo. Sulla domanda di adesione delibera il Comitato Direttivo, dal cui accoglimento decorre il costituirsi del rapporto associativo. Sono Soci sostenitori coloro che, in proprio o in rappresentanza di enti economici, aziende, fondazioni, associazioni, anche di volontariato, professionali e di categoria, contribuiscono a sostenere attraverso erogazioni liberali le finalità statutarie dell’associazione. Sono Soci Onorari coloro che, per l’opera svolta, hanno acquisito particolari benemerenze e significativi riconoscimenti, in rapporto alle finalità e agli scopi dell’Associazione. Tutti i Soci aderenti all’Associazione si impegnano, con la loro accettazione, a rispettarne lo Statuto e a versare annualmente il contributo associativo. La qualità di Socio si perde: 1. per morte o recesso del Socio; 2. per sua esclusione, deliberata dal Comitato Direttivo, per grave inosservanza dei doveri associativi o delle norme statutarie; 3. per scioglimento dell’Associazione. In ogni caso è vietata la temporaneità della partecipazione dei soci alla vita associativa. Art.4 - Diritti e obblighi dei soci 1.  Tutti i soci di maggior età ed in regola con il versamento dei contributi sociali, hanno diritto a partecipare alle assemblee, a votare direttamente o per mezzo di altro socio all’uopo delegato purché anche esso maggiorenne ed in regola con i versamenti dovuti, e a recedere dall'appartenenza all'associazione. 2.  I soci sono tenuti a rispettare le regole del presente statuto, a pagare le quote sociali e i contributi nell'ammontare fissato dall'assemblea a prestare il lavoro preventivamente concordato. 3.  Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative, ispirata a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati. Art.5 – Organi Sono organi dell'associazione: - l'Assemblea generale dei Soci; - il Comitato Direttivo ; - il Presidente; - il Co - Presidente. Art.6 – Assemblea 1.L'assemblea è costituita da tutti i Soci. 2. Essa si riunisce, in via ordinaria, una volta all'anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario. 3. Le riunioni sono convocate dal Presidente, con predisposizione dell'ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 15 giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera espresso o raccomandata, telegramma, fax, e-mail). 4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei soci; in tal caso il Presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l'assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione. 5. In prima convocazione l'assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro socio. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega. 6. Le deliberazioni dell'assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti, fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 20. 7. L’assemblea dei Soci ha il compito di: - eleggere i membri del Comitato Direttivo; - approvare il programma di attività proposto dal comitato; - approvare il bilancio preventivo; - approvare il bilancio consuntivo; - approvare o respingere le richieste di modifica dello statuto di cui al successivo articolo 20; - stabilire l'ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci; - eleggere il liquidatore o i liquidatori nei casi di scioglimento, cessazione o estinzione. Art.7 – Comitato Direttivo l.  Il Comitato Direttivo è eletto dall'assemblea ed è composto da 5 (cinque) a 12 (dodici) membri. 2.  Il Comitato si riunisce almeno una volta ogni 3 (tre) mesi. 3.  Le riunioni sono convocate dal Presidente, con predisposizione dell'ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 5 (cinque) giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera, fax o e-mail). Alle riunioni possono essere invitati esperti in considerazione degli argomenti all’ordine del giorno. 4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei componenti; in tal caso il Presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 10 (dieci) giorni dalla richiesta e la riunione deve avvenire entro venti giorni dalla convocazione. 5. Il Comitato Direttivo è regolarmente costituito con la presenza della metà più uno dei componenti. 6. Il Comitato Direttivo ha i seguenti compiti: - eleggere al suo interno il Presidente, il co Presidente, il Segretario e se ritenuto necessario una segreteria con compiti esecutivi; - assumere il personale; - fissare le norme per il funzionamento dell'associazione; - sottoporre all'approvazione dell'assemblea i bilanci preventivo e consuntivo annuali; - determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall'assemblea, promuovendone e coordinandone l'attività e autorizzandone la spesa; - accogliere o rigettare le domande degli aspiranti soci; - ratificare, nella prima seduta utile, i provvedimenti di propria competenza adottati dal Presidente per motivi di necessità e di urgenza; – nominare il componente del collegio arbitrale di spettanza dell'associazione; – determinare gli eventuali compensi in funzione di particolari compiti assegnati; – determinare contributi per iniziative ricadenti nell’oggetto sociale; – richiedere contributi per iniziative inerenti l’oggetto sociale.             E’ ammessa la possibilità che la riunione si tenga in collegamento audiovisivo. In tal caso devono essere assicurate l’individuazione di tutti i partecipanti in ciascun punto del collegamento, la possibilità di ciascuno dei partecipanti di intervenire, di esprimere oralmente il proprio avviso, di visionare, ricevere o trasmettere tutta la documentazione, nonché la contestualità dell'esame e della deliberazione. Art.8 – Presidente e CO-Presidente 1. Il Presidente e il Copresidente sono eletti dal Comitato Direttivo nel suo seno a maggioranza dei propri componenti. 2. Essi cessano dalla carica secondo le norme del successivo articolo 12 e qualora non ottemperino a quanto disposto nei precedenti articoli 6, comma 4 e 7, comma 4. 3. Il Presidente rappresenta legalmente l'associazione nei confronti di terzi e in giudizio, convoca e presiede le riunioni dell'assemblea e del comitato. 4. In caso di necessità e di urgenza, assume i provvedimenti di competenza del comitato, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione utile. 5. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione, le relative funzioni sono svolte dal Co Presidente o,in sua assenza, dal componente del comitato più anziano di età. Art.9 - Segretario 1. Il segretario coadiuva il Presidente e ha i seguenti compiti: - provvede alla tenuta ed all'aggiornamento del registro dei soci; - provvede al disbrigo della corrispondenza; - è responsabile della redazione e della conservazione dei verbali delle riunioni degli organi collegiali; - predispone un primo schema del progetto di bilancio preventivo, che sottopone al comitato entro il mese di ottobre, e del bilancio consuntivo, che sottopone al comitato entro il mese di marzo; - provvede alla tenuta dei registri e della contabilità dell'associazione nonché alla conservazione della documentazione relativa; - provvede alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese in conformità alle decisioni del comitato; - è a capo del personale. - la segreteria ha compiti esecutivi e coadiuva presidente,copresidente, segretario e direttivo nella realizzazione delle attività e funzioni di loro rispettiva competenza. Non esiste incompatibilità tra le cariche sociali e l'eventuali prestazioni professionali retribuite per l'assolvimento di specifiche mansioni. Art.10 - Collegio arbitrale 1. Qualsiasi controversia dovesse sorgere per l'interpretazione e l'esecuzione del presente statuto tra gli organi, tra gli organi e i soci oppure tra i soci, deve essere devoluta alla determinazione inappellabile di un collegio arbitrale formato da tre arbitri amichevoli compositori, i quali giudicheranno "ex bono ed aequo" senza formalità di procedura, salvo contraddittorio, entro 60 (sessanta) giorni dalla nomina. 2. La loro determinazione avrà effetto di accordo direttamente raggiunto tra le parti. 3. Gli arbitri sono nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo dai primi due o, in difetto di accordo, dal Presidente della Corte d'appello di Roma, il quale nominerà anche l'arbitro per la parte che non vi abbia provveduto. Art.11 Durata delle cariche 1. Tutte le cariche sociali hanno la durata di 3 (tre) anni e possono essere riconfermate. 2. Le sostituzioni e le cooptazioni effettuate nel corso del triennio decadono allo scadere del triennio medesimo. Art.12 Risorse economiche 1. L'associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da: - quote associative e contributi dei soci; - contributi dello Stato, delle regioni, degli enti locali, di enti e di istituzioni pubbliche; - contributi dell’Unione Europea e di organismi internazionali; - proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; - erogazioni liberali degli associati e dei terzi; - entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi; - altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale. - donazioni e lasciti testamentari; - introiti derivanti da prestazioni servizi convenzionati; - rendite di beni mobili o immobili pervenuti all'associazione a qualunque titolo. 2. I fondi sono depositati presso l'istituto di credito stabilito dal comitato. 3. Ogni operazione finanziaria è disposta con firma del Presidente o da chi è munito di procura speciale conferita dal comitato. 4.  La quota associativa a carico dei soci è fissata dall'assemblea. Essa è annuale; non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio. 5.  I soci non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono partecipare alle riunioni dell'assemblea nè prendere parte alle attività dell'associazione. Essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche sociali. Art.13  Bilancio o rendiconto 1.  Ogni anno devono essere redatti, a cura del Comitato Direttivo, i bilanci preventivo e consuntivo (rendiconti) da sottoporre all'approvazione dell'assemblea che deciderà a maggioranza di voti. 2.  Dal bilancio (rendiconto) consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti. 3.  Il bilancio (rendiconto) deve coincidere con l'anno solare. Art.14  Divieto di distribuzione utili. Durante la vita dell’associazione non si potrà dar luogo in alcun modo a distribuzione di utili e avanzi di gestione, nonché di fondi, di riserve o capitale, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre associazioni che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima ed unitaria struttura. Art.15  Impiego degli utili L’associazione è obbligata ad impegnare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. In nessun caso i proventi delle attività possono essere divisi tra le persone associate anche in forma indiretta. Art.16  Devoluzione del patrimonio L’associazione, in caso di suo scioglimento, cessazione o estinzione per qualunque causa, ha l’obbligo di devolvere il proprio patrimonio residuo, dopo la liquidazione,  ad altre associazioni di promozione sociale o a fini di  utilità sociale. Art.17  Modifiche allo statuto Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all'assemblea da uno degli organi o da almeno 2/3 (due terzi) dei soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall'assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci. Art.18 Scioglimento dell’associazione L’associazione si scioglie: - per sopravvenuta impossibilità di conseguire gli scopi sociali; - per impossibilità di funzionamento o inattività dell’Assemblea protratta per almeno un esercizio; – per deliberazione dell’assemblea straordinaria a maggioranza dei 2/3 (due terzi). In tali casi l'assemblea nomina il liquidatore o i liquidatori, attribuendo allo stesso o agli stessi i relativi poteri Art 19 Norma Transitoria Per i primi tre anni successivi alla registrazione dell’atto costitutivo, il direttivo sarà costituito dai soci fondatori. Lo stesso potrà decidere  le eventuali sostituzioni rese necessarie da dimissioni o impedimenti di diverso genere,o integrazioni nella misura massima di un terzo dei componenti. Al suo interno sono designati , in prima istanza,  come presidente Rizzuti Domenico, copresidente Silvia Finzi, segretaria Graziella Mascia. La segreteria sarà composta da presidente,copresidente, segretario e da Patrizia Sentinelli, Manoubia Ben Ghedahem, Abdelkarim Hannachi,Virgilio Dastoli, Renata Ciri, Samira Gueddiche, Roberto Musacchio. Art.20 Nelle diverse cariche ,dopo i primi tre anni,si alterneranno , secondo modalità e tempi stabiliti dal direttivo,un /a socio/a italiano/a, e un/a tunisino/a. Art 21 Norma di rinvio Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia. www.Forum italotunisino.com
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Le Travail c'est la santè des patrons

       La fin du salariat, ce n’est pas la fin de l’activité ou du travail, c’est leur libérationLe capitalisme, ce n’est rien d’autre qu’une certaine façon d’organiser la production.Un système d’organisation de la production qui concentre la majeure partie de ses fruits dans les mains d’une minorité.Aucune production ne se fait sans travail.Ce que hélas beaucoup de gens n’ont pas compris, et on ne leur en veut pas car absolument rien n’est fait pour les éclairer sur ce point ESSENTIEL qui conditionne tous les autres, c’est que désormais la grande majorité des emplois sont inutiles.En réalité, à peine 20% de la population active est réellement nécessaire pour assurer la totalité des besoins de tous.En près d’un siècle, les gains de productivité dégagés ont été phénoménaux.Un poste qui nécessitait 5, 10, 20, 40 travailleurs n’en réclame désormais plus qu’un ou deux.Pourtant, la journée de 8 heures date de 1919, avec 48 heures par semaine.De nos jours, malgré le passage aux 35 heures pour une partie des travailleurs, le temps réellement travaillé oscille entre 41 et 42 heures par semaine.Ces 20 dernières années, des efforts considérables ont été réclamés aux salariés sans que ces derniers n’aient pu observer où que ce soit une amélioration de quelqu’ordre, bien au contraire.Vous ne trouvez pas qu’il y a un petit problème?Oui, ce sont bien les capitalistes et non les travailleurs qui empochent pour leurs profits, les gains de productivité.Récemment, les gains de productivité dégagés par la révolution numérique ont été intégralement et une fois de plus engloutis par les classes dominantes.Juste quelques chiffres :-En France, la moitié de la production de notre richesse annuelle est assurée par seulement 3,5 millions de salariés, sur une population active comptant 30 millions.Pour donner un ordre de grandeur, l’équivalent de l’ensemble de la richesse produite il y a 30 ans est réalisé de nos jours par à peine plus de 10% de la population active.-Le monde paysan, c’est moins de 3% des travailleurs.-La grande distribution toute entière, c’est 650.000 travailleurs, dont beaucoup ne sont pas sur des temps pleins, soit pas même 1% de la population totale.En réalité, on ne sait plus quoi faire pour occuper les gens.Ce que l’on nomme société de services est restée avant tout une société au service.Des millions d’emplois totalement inutiles dans l’absolu, des millions d’emplois forts utiles à une classe sociale, la bourgeoisie, classe sociale qui a toujours adoré se faire servir.« Bosser », c’est-à-dire cette action de louer sa force de travail à un possédant, c’est-à-dire voir une part considérable du fruit de son travail être accaparée par un parasite pour être accaparée ensuite par d’autres parasites, c’est-à-dire cette action répétitive, ennuyeuse, pénible, usante, harassante répétée 8 heures par jour, avec parfois une heure, deux heures, cinq heures de transport par jour, ce n’est pas la même chose que le fait d’exercer des activités utiles, solidaires et épanouissantes 15 heures par semaine organisées selon la liberté de chacun et renforcée par celle de tous.La fin du salariat, ce n’est pas la fin de l’activité ou du travail, c’est leur libération.Les Enragé-e-shttp://www.lesenrages.antifa-net.fr/la-fin-du-salariat-ce-nest-pas-la-fin-de-lactivite-ou-du-travail-cest-leur-liberation/    
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