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UN'ALTRA ITALIA PER UN'ALTRA EUROPA,CONTRO OGNI SECESSIONISMO E LE SUE PANTOMIME REFERENDARIE

UN'ALTRA ITALIA PER UN'ALTRA EUROPA Alla frantumazione del Paese sostenuta e  alimentata da un anacronistico, deleterio secessionismo leghista  con la pantomima di referendum fatti in casa ,  privi di qualsivoglia attendibile confronto e da un inconsistente neo borbonismo subalterno e gregario,  cui si aggiungono, anche se  con altro taglio,  alcune estemporanee esternazioni  grilline,   c’è una sola risposta  seria :  “Un nuovo patto tra gli italiani e le italiane, per un’Altra Italia in un’Altra Europa”. Quella della Carta di Teano ( ottobre 2010):   Carta di Teano 26-10-2010 1) E’ Italia che garantisce a tutti suoi abitanti un minimo vitale, un reddito di cittadinanza, che valorizza il lavoro e la produzione di beni socialmente utili e compatibili con l’ambiente, a partire dai valori e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. 2) E’ l’Italia che accoglie il profugo, lo straniero perseguitato, disperato, costretto all’emigrazione da guerre e disastri ambientali, da un’economia globale escludente e punitiva con i più deboli. Un paese aperto al mondo, accogliente, multiculturale. 3) E’ l’Italia che protegge, cura e preserva, per le generazioni future, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, architettonico. E’ il paese dei paesaggi armoniosi, costruiti attraverso un secolare e paziente interscambio tra uomo e natura. E’ L’Italia della co-creazione , tra l’attività umana e questa Terra che ci è stata prestata. 4) E’ l’Italia che riduce i consumi, lo spreco, e valorizza il riciclaggio degli scarti di lavorazione, mentre combatte il riciclaggio del denaro “sporco”. E‘ il paese delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, della sovranità energetica ed alimentare. 5) E’ l’Italia dei mille prodotti tipici, della biodiversità agricola, gastronomica, culturale. E’ il paese dalle mille reti solidali tra produttori e consumatori , che costruiscono ogni giorno un altro mercato, equo e solidale, con il lavoro e l’ambiente. 6) E’ l’Italia che si fa amare in tutto il mondo nel campo dell’arte, della cultura , della scienza, dello sport. Il paese del bello e/è buono, della ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità della vita, della cultura come bene comune accessibile a tutti. L’Italia che evita la fuga dei giovani all’estero. L’Italia Unita come punto di riferimento della più vasta Comunità Euro Mediterranea da costruire nel prossimo futuro. 7) E’ l’Italia della pari dignità tra uomo e donna, della condivisione delle responsabilità pubbliche e private, tra il femminile ed il maschile che ha reso così ricca ed affascinante la vita su questo pianeta. E’ il paese del legame forte e solidale tra vecchie e nuove generazioni, che vede nell’anziano una risorsa di saperi e utilità sociali e nei giovani una pianta che ha diritto a crescere in un terreno fertile e ricco d’acqua. 8 ) E’ l’Italia della pace e della solidarietà e cooperazione, che si batte a livello internazionale perché la guerra sia messa al bando, il disarmo reale liberi risorse umane e finanziarie per sostenere le popolazioni più deboli, per ripristinare l’habitat degradato. E’ il paese che lotta affinché sia abolita in tutto il mondo la pena di morte (Usa e Cina inclusi), perché la tortura sia messa al bando, perché le carceri siano un luogo di recupero e non un girone dell’inferno. 9) E’ l’Italia che rispetta la memoria delle sue vittime, che pretende la verità e la trasparenza nella gestione della Res Pubblica. E’ l’Italia dei mille comuni, dove si pratica una democrazia partecipata, dove i cittadini sono soggetti attivi e responsabili, dove la scuola ha un valore fondamentale ed al prezioso lavoro dei suoi operatori è riconosciuta la giusta mercede e dignità. 10 ) E’ l’Italia delle migliaia di uomini e donne, di cittadini e cittadine che hanno servito lo Stato e che hanno perso la vita per lottare contro i poteri mafiosi e quelli occulti. E’ il paese all’avanguardia nella lotta contro la nuova borghesia criminale che sta conquistando il pianeta con i suoi capitali insanguinati, che sono arrivati a dominare interi Stati ed istituzioni locali e internazionali. E’  questa l’Italia che sogniamo e che vogliamo costruire. Da qui, da Teano, nasce questa nuova responsabilità collettiva, questo Patto per l’Italia .   www.sinistraeuromediterranea.it   
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PARTE DA LAMEZIA TERME LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA LISTA TSIPRAS IN CALABRIA

  PARTE DA LAMEZIA TERME LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA LISTA TSIPRAS IN CALABRIA E’ convocato per mercoledì 19 marzo, alle ore 17,00, presso l’Hotel Lamezia a Lamezia Terme, un incontro pubblico per la presentazione della lista L’Altra Europa con Tsipras e del suo programma per il cambiamento dell’Unione europea. All’incontro parteciperanno i candidati calabresi e tutti i Comitati di sostegno alla Lista sorti spontaneamente nelle cinque province. Sarà anche l’occasione per una verifica dell’attività di raccolta delle firme nei territori e per l’organizzazione della campagna elettorale.“Mai come questa volta le elezioni europee hanno avuto un significato così importante: il 25 di maggio si può decidere se continuare sulla strada dell’austerità che sta scaraventando milioni di uomini e donne nella spirale della povertà o se invertire la rotta puntando su un’Europa dei popoli e della solidarietà. C’è il rischio concreto che il sogno europeo si infranga contro la follia del rigore fine a se stesso, che trova il suo fondamento nei trattati che regolano attualmente l’Unione economica e monetaria. Sempre più minacciose si presentano, da un capo all’altro del continente, le forze populiste, xenofobe, di estrema destra, perfino neonaziste, come nel caso di Alba Dorata, che sfruttano il disincanto e la rabbia dei cittadini per portare avanti i loro programmi razzisti e autoritari, celati dietro la parola d’ordine del ritorno alla “sovranità nazionale”. Per questo bisogna cambiare. Basta con la retorica del debito! L’Europa deve avere come parametri di riferimento il lavoro, la scuola, la sanità, il benessere dei cittadini, non un decimale in più o in meno di deficit! Dentro le regole attuali non potrà esserci sviluppo e crescita dell’occupazione: c’è bisogno di una sostanziale remissione del debito, della cancellazione del Fiscal compact e di tutte le clausole capestro che abbiamo supinamente sottoscritto in questi anni. Per fare questo c’è bisogno di una nuova centralità del Mediterraneo e di una forte sinergia tra i paesi del sud del Europa, i più colpiti dalla crisi e dall’austerity di questi anni. In questo quadro la candidatura di Alexis Tsipras ha un alto valore simbolico: è il grido di battaglia di una Europa che dice basta all’egemonia tedesca, alla Troika, ai tecnocrati, ai banchieri. In Calabria, estrema periferia d’Europa, dove la crisi ha aggravato condizioni di partenza già pesanti, dare un consenso largo alla lista L’Altra Europa con Tsipras, significa semplicemente riprendersi la propria dignità ed il proprio destino.”Luigi PandolfiPortavoce SEM Calabriawww.sinistraeuromediterranea.it
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E’ Partita Con Tsipras, anche in Italia, L’Alternativa Mediterranea per cambiare e salvare l’Europa

E’ Partita Con Tsipras, anche in Italia, L’Alternativa Mediterranea per cambiare e salvare l’EuropaIeri sera al Valle si avvertiva un cambiamento di clima.Spirava un vento nuovo e vecchio nello steso tempo: Il grecale .Quel vento asciutto che gli antichi navigatori del Mediterraneo ritenevano provenisse dalla Grecia e che porta tempo buono e cielo sereno.Tempo buono e cielo sereno che con una grande dose di ottimismo indicava come possibile, anche a breve, il giovane leader della Sinistra Greca ed Europea Alexisis Tsipras e di cui dopo la grandine ed il gelo dell’Austerity targata Merkel c’è vitale bisogno in tutta l’Europa. Specie nei suoi Paesi del Sud e da noi. Quell’ottimismo e quell’entusiasmo che l’ha portato in pochissimo tempo a costruire nel suo Paese un’aggregazione politica e un partito ( Syriza) passato da 4 al 27% e che oggi, in tutti i sondaggi, è dato come la forza vincente in Grecia, ha contagiato la platea strapiena del Valle.Ma non solo, se stamattina dalle 7,30 sono cominciate ad arrivare anche a me telefonate con la richiesta di indicazioni per formare subito i comitati di sostegno.Ma il cambio di clima si coglieva anche nella lingua e nel linguaggio.Il greco risuonava di nuovo in un teatro romano. Ma non era il veicolo della grande cultura di un popolo che pur vinto riuscì a conquistare i vincitori, come scrisse Orazio, circa duemila anni fa . Anche perché i vinti e vincitori di quel tempo, che hanno segnato con la loro cultura ed i loro sempre intensi rapporti alterni, tutta l’Europa e l’Occidente, oggi sono stretti insieme nella morsa di politiche barbariche ( Austerità di marca Merkel e soci ) che ne stritolano dignità , umanità, cultura.E questa morsa non schiaccia solo loro , ma le fasce sociali deboli e medie dell’intero continente.Era, quello di ieri sera, un greco moderno che riproponeva in modo sentito e coinvolgente i temi e i nomi cari della Sinistra , che sembravano essersi persi: dignità umana, solidarietà, giustizia, democrazia, diritti dei singoli e diritto dei popoli di decidere, eguaglianza sociale, importanza e forza della politica, unità di uomini e donne costretti in una condizione di nuovo servilismo e schiavismo dalle forze economico-finanziarie e politiche che oggi dominano il mondo. Ieri sera si è avuta netta la sensazione che la risposta a questo stato di cose, già partita con Syriza e Tsipras nella Grecia di oggi, può assumere la dimensione dell’onda d’urto di un nuovo umanesimo greco-latino-mediterraneo spinto dalla forza di una moderna e rinnovata Sinistra Euro Medeiterranea che assume l’Europa come riferimento per la sua azione politico-sociale , che respinge, senza esitazione alcuna, farneticanti ritorni e chiusure nazionaliste, quando non xenofobe o fuoriuscite dalla moneta unica e si pone come punto di forza e riferimento per cambiare e salvare l’Europa attraverso il blocco ed il cambiamento delle politiche merkeliane di austerità, la modifica dei trattati e del suo assetto istituzionale, la rinegoziazione e riduzione drastica di un debito pubblico che ha abbondantemente superato quelle soglie oltre le quali non è assolutamente possibile rimborsarlo ( Keynes docet) e che costringe alla fame, al degrado e alla perdita della dignità milioni e milioni di persone in tutto il continente, uno spostamento dell’asse politico verso il Mediterraneo ed un nuovo rapporto con tutti popoli delle diverse sponde del bacino. E’ nata ieri , anche in Italia, L’ALTERNATIVA MEDITERRANEA PER UN’EUROPA DI NUOVA GENERAZIONE.A Roma ne discuteremo in un grande incontro internazionale il prossimo 22 Febbraio dalle ore 9 alle 19 presso l’Aula del Chiostro della Facoltà di ingegneria dell’Università “ La Sapienza . Da subito organizziamoci per partecipare alla fase organizzativa dei comitati,alla scelta del nome della Lista e del logo nelle modalità che saranno messe in rete rapidamente.Mimmo Rizzutiwww.sinistraeuromediterranea.it
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A sinistra, una lista per Tsipras

  A sinistra, una lista per Tsipras   Europee. C’è una terza via tra chi vuole distruggere l’Unione e chi vuole mantenerla così com’è  Alexis Tsipras per il manifesto   L’Europa è a un bivio, i suoi cit­ta­dini devono ripren­der­sela. Dicono i cul­tori dell’immobilità che sono solo due le rispo­ste al male che in que­sti anni di crisi ha fran­tu­mato il pro­getto d’unità nato a Ven­to­tene nell’ultima guerra, ha spento le spe­ranze dei suoi popoli, ha risve­gliato i nazio­na­li­smi e l’equilibrio fra potenze che la Comu­nità doveva abbat­tere.La prima rispo­sta è di chi si com­piace: passo dopo passo, con aggiu­sta­menti minimi, l’Unione sta gua­rendo gra­zie alle tera­pie di auste­rità. La seconda rispo­sta è cata­stro­fi­sta: una comu­nità soli­dale si è rive­lata impos­si­bile, urge ripren­dersi la sovra­nità mone­ta­ria scon­si­de­ra­ta­mente sacri­fi­cata e uscire dall’euro. Noi siamo con­vinti che ambe­due le rispo­ste siano con­ser­va­trici, e pro­po­niamo un’alternativa di tipo rivo­lu­zio­na­rio. È nostra con­vin­zione che la crisi non sia solo eco­no­mica e finan­zia­ria, ma essen­zial­mente poli­tica e sociale. L’euro non resi­sterà, se non diventa la moneta di un governo demo­cra­tico sovra­na­zio­nale e di poli­ti­che non calate dall’alto, ma discusse a appro­vate dalle donne e dagli uomini euro­pei. È nostra con­vin­zione che l’Europa debba restare l’orizzonte, per­ché gli Stati da soli non sono in grado di eser­ci­tare sovranità. A meno di chiu­dere le fron­tiere, far finta che l’economia-mondo non esi­sta, impo­ve­rirsi sem­pre più. Solo attra­verso l’Europa gli euro­pei pos­sono ridi­ve­nire padroni di sé.Per que­sto fac­ciamo nostre le pro­po­ste di Ale­xis Tsi­pras, lea­der del par­tito uni­ta­rio greco Syriza, e nelle ele­zioni euro­pee del 25 mag­gio lo indi­chiamo come nostro can­di­dato alla pre­si­denza della Com­mis­sione euro­pea. Il suo paese, la Gre­cia, è stato uti­liz­zato come cavia durante la crisi ed è stato messo a terra: in quanto tale è nostro por­ta­ban­diera. Tsi­pras ha detto che l’Europa, se vuol soprav­vi­vere, deve cam­biare fondamentalmente. Deve darsi i mezzi finan­ziari per un piano Mar­shall dell’Unione, che crei posti di lavoro con comuni piani di inve­sti­mento e colmi il diva­rio tra l’Europa che ce la fa e l’Europa che non ce la fa, offrendo soste­gno a quest’ultima. Deve dive­nire unione poli­tica, dun­que darsi una nuova Costi­tu­zione: scritta non più dai governi ma dal suo Par­la­mento, dopo un’ampia con­sul­ta­zione di tutte le orga­niz­za­zioni asso­cia­tive e di base pre­senti nei paesi europei. Deve respin­gere il fiscal com­pact che oggi puni­sce il Sud Europa con­si­de­ran­dolo pec­ca­tore e adde­stran­dolo alla sud­di­tanza, e che domani punirà, pro­ba­bil­mente, anche i paesi che si sen­tono più forti. Al cen­tro di tutto, deve met­tere il supe­ra­mento della disu­gua­glianza, lo stato di diritto, la comune difesa di un patri­mo­nio cul­tu­rale e arti­stico che l’Italia ha mal­ri­dotto e mal­trat­tato per troppo tempo. La Banca cen­trale euro­pea dovrà avere poteri simili a quelli eser­ci­tati dalla Banca d’Inghilterra o dalla Fed, garan­tendo non solo prezzi sta­bili ma lo svi­luppo del red­dito e dell’occupazione, la sal­va­guar­dia dell’ambiente, della cul­tura, delle auto­no­mie locali e dei ser­vizi sociali, e dive­nendo pre­sta­trice di ultima istanza in tempi di reces­sione. Non dimen­ti­chiamo che la Comu­nità nac­que per debel­lare le dit­ta­ture e la povertà. Le due cose anda­vano insieme allora, e di nuovo oggi. Oggi abbiamo di fronte una grande que­stione ambien­tale di dimen­sioni pla­ne­ta­rie, che può tra­vol­gere tutti i popoli, e un insieme di poli­ti­che tese a sva­lu­tare il lavoro, men­tre una cor­retta poli­tica ambien­tale può essere fonte di nuova occu­pa­zione, di red­diti ade­guati, di mag­giore benes­sere e di riap­pro­pria­zione dei beni comuni. È il motivo per cui con­te­ste­remo dura­mente il mito della cre­scita eco­no­mica così come l’abbiamo fin qui cono­sciuta. Esi­ge­remo inve­sti­menti su ricerca, ener­gie rin­no­va­bili, for­ma­zione, tra­sporti comuni, difesa del patri­mo­nio cul­tu­rale. Sap­piamo che per una ricon­ver­sione così vasta avremo biso­gno di più, non di meno Europa. Pro­prio come Tsi­pras dice rife­ren­dosi alla Gre­cia, in Ita­lia tutto que­sto signi­fica rimet­tere in que­stione due patti-capestro. Primo, il fiscal com­pact: il pareg­gio di bilan­cio che esso pre­scrive è entrato pro­di­to­ria­mente nella nostra costi­tu­zione, l’Europa non ce lo chie­deva, limi­tan­dosi a indi­care sue «preferenze». Secondo, il patto di com­pli­cità che lega il nostro sistema poli­tico clep­to­cra­tico alle domande dei mer­cati: chie­diamo una poli­tica di con­tra­sto con­tro le mafie, il rici­clag­gio, l’evasione fiscale, la pro­te­zione e l’anonimato di capi­tali grigi, la cor­ru­zione, in un’Europa dove non sia più con­sen­tito opporre il segreto ban­ca­rio alle inda­gini della magistratura. Signi­fica infine difen­dere la Costi­tu­zione nata dalla Resi­stenza, e non vio­larne i prin­cipi base come sug­ge­rito dalla JP Mor­gan in un rap­porto del 28 mag­gio 2013, cui i gover­nanti ita­liani hanno assen­tito col loro silen­zio. Signi­fica met­ter fine ai morti nel Medi­ter­ra­neo: i migranti non sono un peso ma il sale della cre­scita diversa che vogliamo. Signi­fica darsi una poli­tica estera, non più al rimor­chio di un paese – gli Stati uniti – che perde potenza ma non pre­po­tenza. La pax ame­ri­cana pro­duce guerre, caos, stati di sor­ve­glianza. È ora di fon­dare una pax euro­pea. Le lar­ghe intese, le rifiu­tiamo in Ita­lia e in Europa: sono fatte per con­ser­vare l’esistente. Per que­sto diciamo no alla grande coa­li­zione par­la­men­tare che si pre­para fra socia­li­sti e demo­cri­stiani euro­pei, pre­sen­tan­doci alle ele­zioni di mag­gio con una piat­ta­forma di sini­stra alter­na­tiva e di rot­tura. Nostro scopo: un Par­la­mento costi­tuente, che si divida fra immo­bi­li­sti e inno­va­tori. Siamo sicuri fin d’ora che gran parte dei cit­ta­dini voglia pro­prio que­sto: non l’Unione mal ricu­cita, non la fuga dall’euro, ma un’altra Europa, rifatta alle radici. La chie­diamo subito: il tempo è sca­duto e la casa di tutti noi è in fiamme, anche se ognuno cer­casse rifu­gio nella sua tana minu­scola e illusoria. L’Italia al bivioQue­sto è l’orizzonte. A par­tire da qui avan­ziamo la pro­po­sta di dare vita in Ita­lia a una lista che alle pros­sime ele­zioni euro­pee fac­cia valere i prin­cipi e i pro­grammi delineati. Una lista pro­mossa da movi­menti e per­so­na­lità della società civile, auto­noma dagli appa­rati par­ti­tici, che sia una rispo­sta radi­cale alla debo­lezza italiana. Una lista com­po­sta in coe­renza con il pro­gramma, che can­didi per­sone, anche con appar­te­nenze par­ti­ti­che, che non abbiano avuto inca­ri­chi elet­tivi e respon­sa­bi­lità di rilievo nell’ultimo decennio. Una lista che sostiene Tsi­pras ma non fa parte del Par­tito della Sini­stra Euro­pea che lo ha espresso come can­di­dato. I nostri eletti sie­de­ranno nell’europarlamento nel gruppo con Tsi­pras (Gue-Sinistra Uni­ta­ria euro­pea). Una lista che potrà essere soste­nuta, come nel refe­ren­dum acqua, dal più grande insieme di realtà orga­niz­zate e che non si man­terrà con i rim­borsi elettorali. Una lista che con Tsi­pras can­di­dato mobi­liti cit­ta­dine e cit­ta­dini verso un’Altra Europa. *** Andrea Camil­leri, Paolo Flo­res d’Arcais, Luciano Gal­lino, Marco Revelli, Bar­bara Spi­nelli, Guido VialeOggi ren­diamo pub­blico que­sto appello cor­re­dato dalle sole firme dei suoi esten­sori. Nei pros­simi giorni ren­de­remo pub­blica la lista delle ade­sioni che si stanno raccogliendo http://ilmanifesto.it/a-sinistra-una-lista-per-tsipras/
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