Articoli filtrati per data: Sabato, 02 Novembre 2013

Ma, insieme a loro, lì a Lampedusa, non sta forse affogando proprio l’Europa?di Angelo Gennari

1.11.2013Chiusura ore 13:00  Dalla   Nota congiunturale 11-2013di Angelo Gennarihttp://www.angelogennari.com/home.htmlATTN: cliccando direttamente, o con invio+CTRL, si perviene alla voce voluta tra quelle dell’Indice;per le fonti citate nel testo è stato inserito il link che può aprirle direttamente (nel cliccare, copiare o riprodurre un link per collegarsi, far attenzione a cancellare gli spazi vuoti che esistessero tra lettere e/o segni di interpunzione che, altrimenti, impedirebbero al testo di aprirsi) ●                                        Speranza                                           Sembra che stia affogando! Fonte: NYT, P. Chappatte, 8.10.2013●E’ ora di dirlo alto e forte: quel che è successo a Lampedusa per l’ennesima volta, ma con l’unica differenza che stavolta si è trattato di 300 e più morti tutti insieme,<< quel che è successo>> <<– verbo sbagliato, però: gli manca del tutto l’ineluttabilità di quel che capita da sé o per caso: perché qui si è scelto, o almeno per omissione ma sapendolo, si è accettato di farlo capitare –>> è la prova che un trentennio di globalizzazione di merci, capitali, di tutto, non ha riguardato né i diritti né la dignità delle persone. Per niente. Anzi…Ma prima ancora di sfiorare – qui è solo questo che possiamo fare – un approfondimento di questo tema, vediamo appena più da vicino il fallimento del’Europa al riguardo. E’ in momenti come questi giorni tragici e apocalittici di Lampedusa che, con la confusione e il  caos, al di là della capacità e della buona volontà, dell’impotenza effettiva della Commissaria che nell’Unione ne è responsabile, della buona volontà e della incapacità dello stesso governo italiano, scoppiano le contraddizioni insopportabili e, magari, involontariamente ipocrite.Ricordate?Il governo italiano, col premier in ginocchio davanti alle piccole bare bianche in prima fila nell’obitorio in cui è stato trasformato l’aeroporto di Lampedusa, ha dichiarato il lutto nazionale e funerali di Stato per le 300 vittime, proponendo per loro – i morti – anche la cittadinanza onoraria… che, naturalmente, quando scriviamo, ancora non è arrivata.Quei funerali non ci saranno mai perché, (informalmente, viene fatto notare, ma non a lui, purtroppo, in tempo per impedirgli di dir cavolate) le procedure per il riconoscimento dei corpi e l’eventuale restituzione ai parenti saranno molto lunghe e farraginose e le bare che non possono certo stare ad aspettare per settimane intere.  Sentimenti e intenzioni, quelle di Letta, sicuramente sinceri. Ma poi, come  sempre, il governo italiano attraverso le procure della Repubblica competenti ha aperto un’inchiesta – senza protestare troppo e tanto meno opporsi col ministero della Giustizia almeno per via amministrativa – sui sopravvissuti per punirli con multe da 5.000 €.Ed anche i   pescatori del posto, rei di aver aiutato, salvandoli dal mare, decine di colpevoli del reato di clandestinità, dovrebbero – e speriamo che il verbo, alla fine, resti solo al condizionale – essere perseguiti per aver aiutato i naufraghi rei di clandestinità… Forse ci si arriverà – l’auspicio, certo niente più che l’auspicio, è stato avanzato anche nel testo finale del  vertice europeo da poco tenutosi.Ma , nella sostanza, quanto a misure concrete e immediate a quel tavolo, 28 capi di governo – tutti, nessuno escluso e i capi dell’Unione – hanno versato ettolitri di lacrime di coccodrillo...Questo quanto all’ipocrisia, chiamiamola così con l’unico nome che merita, di stampo diciamo pure tipicamente italiano. Quella europea sta tutta nell’acronimo Frontex, l’agenzia di sicurezza che si è inventata l’Unione europea per fornire guardie, aerei di sorveglianza sulle rotte marittime, battelli da pattugliamento d’alto mare per incrementare le forze di sicurezza nazionali dei paesi del Nord del Mediterraneo ma cui, in tutto, l’Europa destina 100 milioni di € all’anno, forse ora 130― come ha annunciato Barroso dopo la tragedia di Lampedusa, neanche rendendosi conto del ridicolo che annunciava.Per dire: i sussidi all’agricoltura, nel bilancio UE, ammontano a 60 miliardi, non milioni, di €, né del fatto che per “governare” un problema come la ricerca della libertà e di condizioni minime di civile sopravvivenza sta comunque parlando solo di misure di polizia…In realtà tutto è paralizzato dallo scontro politico e culturale tra il pianto e l’impulso umanitario che spinge quasi tutti a salvare le vittime e la necessità,  la  volontà, di frenare l’immigrazione illegale. Quando, poi, in tanti temono – e dichiarano – che senza più la paura di affogare sarebbero molti di più, domani, i possibili immigranti. Quando poi, e ancora ribadiscono che , il carico di queste fatiscenti carrette del mare è inevitabilmente un carico “misto”. Composto da rifugiati che scappano dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla negazione dei loro  diritti umani e rifugiati “economici” che scappano per la fame e il diniego del proprio diritto primario alla sopravvivenza e alla vita, non vedendo per sé e per i propri figli alcun futuro accettabile. Pronti, perciò, a rischiare e rischiando la vita. Quella loro e dei loro figli.Tutti, dice il diritto internazionale dovrebbero venire accolti e la loro posizione vagliata. Ma solo i primi potrebbero restare. Mentre gli altri dovrebbero venire rimandati indietro. A morire ancora di fame, o a provare ancora a prendere il mare  (The Economist, 11.10.2013, Europe’s contraddictions – Adrift about boat people― Alla deriva coi, e sui, boat people ▬ http://www.economist.com/news/europe/21587802-deaths-lampedusa-highlight-europes-contradictions-over-immi gration-adrift-about-boat). Adesso, al Consiglio europeo di Bruxelles del 23 e 24 ottobre<<<< mentre, sempre al largo di Lampedusa, marina e Guardia costiera italiana ripescano sull’orlo del naufragio di altre cinque carrette del mare, altri 705 naufraghi e dopo che i capi europei hanno perso tempo inutilmente e sostanzialmente a cercare invano il modo di litigare – come era  necessario, duramente ma non troppo, sullo spionaggio elettronico onnidirezionale di tutti contro tutti – perché questa è la verità: nessuno è innocente, ma colpevole è solo ma chi viene colto con le mani nella marmellata: e sono stati, al solito, gli americani a farcisi cogliere – passano a discutere del tema che l’Italia ha preteso di mettere in agenda: il dramma e il problema dell’immigrazione “illegale” dal Nord Africa nell’Unione.Si arriva a proclamare che bisognerà garantire una risposta europea “comprensiva e coerente” ai flussi di migrazione in arrivo dal sud del Mediterraneo e si chiede anche, come volevano Italia, Grecia, Malta, Croazia e Spagna, “un’equa ripartizione delle responsabilità” relative tra tutti i paesi dell’Unione. Ma resistono Gran Bretagna, Olanda e anche – contraddittoriamente, con quel che proclama – la Francia, tutti paesi dove è in atto una violenta reazione razzista e anti-immigrati e, alla fine – vedrete – metteranno in moto congiuntamente solo misure più occhiute di polizia, nella speranza che – siamo buoni – forse così si ripescherà qualche naufrago in più...Ci sarà dicono, una volta deciso – ma ancora una volta, la decisione è rinviata ufficialmente al prossimo vertice, il 17-18 dicembre – un non meglio specificato obbligo di soccorso, con la cancellazione delle misure che spesso in diversi paesi della UE, Italia compresa grazie a Maroni e alla filosofia della Bossi-Fini, prevedono il perseguimento legale di chi magari in mare aiuta un bambino a non annegare, la condivisione dei carichi di spesa e anche delle responsabilità...  ●Questo groviglio di contraddizioni, di interessi, di egoismi e di pulsioni – anche abbastanza immonde – ci è tornato alla mente – e siamo perciò andati a ripescarne il riferimento – quanto Herman Melville, l’autore di Moby Dick, raccontava un secolo e mezzo fa del suo primo viaggio oltreoceano. Come facesse sentire a chi lo leggeva, in tre righe pregnanti, la condizione umana “dei migranti: senza amicizie, stivati come balle di cotone, impacchettati come schiavi su navi da trasporto di schiavi, confinati in sentine che, in tempo di tempesta, devono essere chiuse, senz’ aria né luce”[1].E’ un racconto che sembra scritto per oggi. Dove è anche peggio, però. Perché le carrette del mare di oggi non trasportano, con la massa dei disperati, anche i passeggeri paganti come, per sua fortuna, era Melville. Oddio, lo sappiamo: anche i migranti pagano, e come! ma non vanno certo in cabina, né di prima né di decima classe... Loro, del resto, per chi li trasporta, hanno anche un valore economico minore di quello degli schiavi: perché il passaggio lo pagano sempre in anticipo, loro. Solo ripensando al passato si riesce, spesso, a capire per bene il presente. Anche se ci scoppiano in mano mille contraddizioni del nostro fare e del nostro ipocrita dire…L’immigrazione è una di queste. Perché mentre la globalizzazione ridisegna sotto i nostri occhi e nelle nostre vite scenari di grandi sconfinamenti ed il mondo apre sempre di più e più facilmente le proprie frontiere a capitali, merci e servizi, proprio la globalizzazione tende invece, in contraddizione lancinante coi princìpi proclamati e con la stessa logica economica, a regolamentare e limitare, più duramente che mai, la libertà di movimento delle persone.Qui le cose, chiaramente, sono cambiate... e sono cambiate in peggio: • è storia, infatti, che Johann Wolfgang Goethe facesse il suo Viaggio in Italia[2] senza alcun documento di identità, passando per tutta la sua miriade di Stati (il Piemonte, il Lombardo-Veneto, il ducato di Parma e Piacenza, il Regno pontificio, la Toscana, il Regno di Napoli…), a inizio ‘800, senza dover esibire alcun documento di identità;• è storia che Stendhal, negli anni ’20 e ’30 dell’800, scrivesse i suoi sette-otto Diari[3] di viaggio, andando su e giù sempre in Italia, senza dover esibire alcun documento proprio a nessuno;• è storia che Alexis de Tocqueville, nella prima metà dell’800, andasse dalla Francia a scoprire l’America[4], come racconta lui, sans aucun papier; e• ed è storia che milioni di italiani a cavallo del ‘900 – uno forse ogni cinque-sei famiglie – sbarcassero ad Ellis Island, in America, senza alcun passaporto… li chiamavano sprezzantemente, gli italo-americani, WOPS [5], dalle iniziali appunto di With-Out-Papers— senza carte di identità… ma li riesportavano a forza in Italia, almeno, solo se risultavano condannati da un tribunale come  mafiosi…  perciò non desiderati, non perché italiani. Se no, no.Provateci oggi, in questo inizio di XXI secolo della libera circolazione di tutto ma non certo di tutte e di tutti, a fare quel che, un secolo, due e tre secoli fa, hanno fatto la sorella di mia nonna, o Goethe, Stendhal e Tocqueville… a entrare in America o, se è per questo in Italia, senza passaporto e senza visto e senza diventare automaticamente, e inevitabilmente, dei fuorilegge...Viene drasticamente ignorato, così, che a muovere oggi le migrazioni di massa del nostro tempo sono insieme, l’integrazione in progress delle economie locali e regionali in un unico spazio-mondo e, anche ed ancora di più, il persistere diffuso e indecente nel mondo attuale di forme estreme di povertà endemica e sistematica.E lasciamola per ora così… Ma è ovvio che ci dovremo tornare sopra.   ●L’agenda politico-istituzional-economico globale del mese di  novembre2013 prevede, tra gli  appuntamenti  che sembrano di maggiore rilevanza:• 4, al Cairo dovrebbe aprirsi il processo all’ex presidente Morsi, deposto dal colpo di Stato militare. da parte dei golpisti;• 6, elezioni presidenziali in Tajikistan;• 7-8, Iran, ripresa dell’incontro nel negoziato “5+1”; • 11, Unione europea, vertice dell’ECOFIN (sul bilancio);• 14-15, Unione europea, vertice dell’ECOFIN e dell’Eurogruppo;• 14-16, in Germania, conferenza speciale dell’SPD per decidere sulla Grosse Koalition;  • 17, in Cile elezioni presidenziali e parlamentari;• 21-22 in Cina, è in calendario  il vertice annuale con l’Unione europea;• 24, in Mali, elezioni parlamentari del Bundestag;• 29, in Austria, elezioni parlamentari (primo turno);  • sempre in novembre (?) in Cina, 18° Comitato centrale del PCC[1] Herman Melville, Redburn: His First Voyage, Harper & Brothers, N.Y., N.Y., 1849— Redburn, Il primo viaggio, ed. Marlin, Cava dei Tirreni, cur. F. Bagatti, 2006.[2]  Johann Wolfgang von Goethe, Italianische Reise, 2 voll, 1813-1817. [3]  Stendhal (Marie-Henri Beyle), Journal, 1801-1817.[4]  Charles-Alexis Clérel de Toqueville, De la démocratie en Amérique, 1840.[5] Regesta.com, A. Pagliarulo,  Ricordando Antonio Meucci: italiani d’America - Storia dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti a cavallo del ‘900,. 13.4.2013 ▬ http://www.regesta.com/2013/04/16/ricordando-antonio-meucci-italiani-damerica).  
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