Articoli filtrati per data: Lunedì, 07 Ottobre 2013

Arrestare le tragedie e le stragi della disperazione e della speranza.

Arrestare le tragedie e le stragi della disperazione e della speranza.Con le carrette ed i barconi della disperazione e della speranza affondano ogni giorno nel Mediterraneo le Costituzioni dei Paesi democratici, a cominciare da quella Italiana   e la Carta Europea  dei diritti fondamentali del 2007. Primo fra tutti il diritto alla dignità di ogni persona,di qualunque condizione ed in qualsiasi parte del mondo sia nata e si trovi .La parola solidarietà pronunciata e scritta sinceramente da migliaia di associazioni e da milioni di persone comuni, assume, di fronte all’ultima tragedia di Lampedusa, un significato cinicamente beffardo, nelle parole dei “reggenti” dei diversi governi europei e delle “espertocrazie” della UE e dei singoli stati, responsabili delle politiche di Scenghen, della loro traduzione nella famigerata Frontex” e di un’austerità che soffoca interi Paesi, generando miseria, disperazione, conflitti, flussi migratori strutturali  incontenibili.Affrontare  quello che sta avvenendo nel Mediterraneo con le logiche di Frontex, della Bossi Fini e dell’emergenza è una drammatica presa in giro.Altre sono le risposte urgenti da dare:1.      la costruzione, nell’immediato, di un corridoio umanitario come richiesto da tanti;2.      un nuovo trattato  che affronti su scala europea il fenomeno migratorio come fenomeno strutturale,3.     il superamento, per quanto ci riguarda della Bossi – Fini;4.      una grande alleanza EuroMediterranea, che sappia parlare a tutta l’Europa ,  che sia un’alleanza di lavoratori , precari, disoccupati, di donne e di giovani , migranti,come protagonisti di una nuova cooperazione Sud-Nord nella Ue e nel Mediterraneo.   Tutto ciò, però, è pensabile solo se le miglia di associazioni impegnate sul fronte della cooperazione, dei beni comuni, del lavoro, dei diritti, della dignità  e dei bisogni dei più deboli e di intere popolazioni,  trovano un effettivo momento di coordinamento dentro un ampio ed aperto spazio politico e riescono a dare unitariamente  continuità ad una incalzante iniziativa.Senza uno spazio pubblico comune in cui ci si possa ritrovare, riconoscersi, rispettare e coordinarsi anche la nostra “solidarietà” è destinata a  restare ancora una parola. WWW.Forum Italo Tunisino    per la Cittadinanza www.sinistraeuromediterranea.it 
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