Report gruppo di lavoro immigrazione Forum Filadelfia.

Report gruppo di lavoro immigrazione Forum Filadelfia.  Il gruppo immigrazione accoglienza, rifugiati, diritto di asilo,  coordinato dal Sindaco di Carlopoli, coordinatore dello SPRA di CZ , dott. Mario Talarico e dalla dott.ssa Francesca De Nisi, mediatrice culturale presso alcune delle  locali strutture di accoglienza, si è riunito presso il liceo scientifico di Filadelfia il 27 mattina alle ore 10. Insolita la platea, composta oltre che dai partecipanti al Forum,  da un consistente gruppo di studenti e studentesse del Liceo e  di ragazzi richiedenti asilo, provenienti  da Africa e Bangladesh, molti di loro minori non accompagnati. Con la determinante mediazione della dott.ssa De Nisi, si sono create le condizioni per un’interessante, inedita, ancorchè asimmetrica e, a tratti , naturalmente rallentata interlocuzione tra i giovani. Una bella esperienza che ha mostrato come i sogni e le aspettative dei giovani alla fine convergono intorno a bisogni comuni come quello della  conoscenza reciproca, dell’esplorazione di nuove realtà , della possibilità di costruire il proprio futuro. Soprattutto è emersa come determinante, ai fini di un positivo incontro  dialogo e di una comprensione reciproca, tra persone con storie, culture, vicende di vita assolutamente diverse, sia la necessità di conoscere le rispettive tradizioni e i relativi sistemi culturali, espressivi, gergali e corporei.   Tale presa d’atto è un’indicazione chiara sulla necessità, ai fini di un’accoglienza  capace di avviare processi reali di integrazione oltre che di rispettare i diritti umani, di un impegno prioritario sulla formazione di operatori dell’accoglienza e mediatori, tramite un  approccio adeguato che vada oltre lo studio delle lingue e delle discipline proprie della mediazione linguistica, per concentrarsi sulla storia dei Paesi di provenienza degli immigrati a cominciare dall’Africa, dall’insieme dell’area mediterranea e dell’ area che va  dalla penisola arabica all’Indu kush, passando per il corno d’Africa. I lavori sono stati aperti dalla dott.ssa Roberta Saladino che ha presentato il dossier dell’IDOS  sulle migrazioni 2017. Un dossier che come si vede dalle slide della stessa  allegate, mette bene in evidenza le cause strutturali e dati reali del fenomeno: demografia, clima, economia, guerre  e cancellazione dei diritti a cominciare dallo stesso diritto alla vita, confronto  geopolitico delle potenze mondiali e regionali in tutta l’aera che va dalle sponde meridionali del Mediterraneo al Sahel e al Corno d’Africa e dalla penisola arabica all’Hindu Kush. Cioè in quell’area che la rivista di geopolitica LIMES da tempo ormai indica come Caoslandia, posta tra Europa- Asia Minore  ed Africa. I dati del rapporto e le analisi e considerazioni relative sfatano, ancora una volta, con il linguaggio inoppugnabile dei numeri, tutti luoghi comuni dominanti sulla presunta invasione, ed evidenziano i tratti strutturali di un fenomeno di dimensione mondiale, le migrazioni di milioni di uomini, di intere popolazioni,  che da sempre ha attraversato i percorsi dell’umanità nella sua storia. E’ emerso dalla discussione, dalla  fotografia fornita dai dati e dalle considerazioni sulle politiche in atto per il governo del fenomeno, purtroppo dominate dalle spinte peggiori , sovraniste, nazionaliste, sfocianti apertamente nel razzismo e nella xenofobia, che determinante in questo processo, destinato a durare a lungo, è il ruolo delle Comunità Locali. La Calabria , pur nei limiti della legislazione esistente, che rappresenta, comunque uno dei riferimenti più avanzati all’interno dell’UNIONE,  in particolare con il Sistema SPRAR, si può a ragione considerare una regione all’avanguardia. A partire da Riace il cui modello è diventato esemplare dall’ inizio e nel 2009 ha fatto dire a Wim Wenders davanti ai premi Nobel  di tutto il mondo riuniti a Berlino per celebrare il ventesimo anniversario della caduta del muro: “La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in Calabria, a Riace. Una esperienza locale che però ha una valenza globale. Un insegnamento rivolto al Mondo” . Da quella esperienza è nata una legge regionale ( legge n°18 / 12 Giugno 2009 recante “ Accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale economico e culturale delle Comunità Locali, purtroppo totalmente disattesa e lasciata senza finanziamenti) ed è partita la spinta che ha dato vita alla costruzione della rete dei Comuni dell’Accoglienza, che  ha collegato i comuni  della Jonica reggina intorno a Riace, all’esperienza di Acquaformosa, piccolo comune arbrereshe, nel cuore del nord Calabria, a Carlopoli ed ai comuni del Reventino e agli altri che via  via si sono aggiunti, nell’ambito del sistema Sprar, che oggi, come ci ha ricordato il Sindaco di Carlopoli dott. Mario Talarico, ne conta 145 su un totale di 405  e registra ulteriori 50 richieste in corso di formalizzazione. La discussione  che ha visto tra gli altri l’intervento del prof. Rondinelli  che ha portato il messaggio del Parroco di Filadelfia,  Del Prof. Tonino Perna , della dott.ssa Mariella De Martino, del prof. Mimmo Rizzuti, del vicepreside del liceo di Filadelfia prof…… del prof…….. e la richiamata interlocuzione tra i ragazzi del liceo ed i ragazzi ospiti del sistema dell’Accoglienza di Filadelfia, coordinata in maniera professionalmente mirabile dalla dott.ssa De Nisi, è stata conclusa dal dott- Mario Talarico coordinatore dello SPRAR della provincia di Catanzaro con un breve ma efficace filmato sull’esperienza del Comune di Carlopoli e con la proposta di un intreccio degli interventi previsti dalla programmazione comunitaria 2014/2020 per le zone interne della Calabria con le iniziative specifiche sul terreno dell’accoglienza, integrazione, assimilazione da qualificare sempre di più per realizzare un sistema che contemporaneamente, accoglie nel rispetto dei diritti umani , civili e sociali e avvia un processo ed un percorso di rivitalizzazione dei tanti comuni delle zone interne della dorsale appenninica calabrese, ormai in avanzata fase di spopolamento, invecchiamento e degrado, esposti, anche per questo, al dissesto idrogeologico , al decadimento produttivo e sociale.   Per quanto concerne le criticità emerse nel quotidiano dell’esperienza Filadelfiese, si è evidenziato come sia necessaria un’apertura delle cooperative responsabili dell’accoglienza alla società civile, mediante l’avvio di progetti che creino reali occasioni di incontro, al fine di scongiurare il rischio che i centri di accoglienza diventino ghetti chiusi al mondo presso cui sono innestati. Necessaria è anche la creazione di un tavolo che veda coinvolti i commercianti e i professionisti locali , le istituzioni locali e regionali e le associazioni operanti sul territorio, al fine di realizzare occasioni formative e professionalizzanti per i ragazzi, i quali si trovano quotidianamente imbrigliati in procedimenti burocratici difficilmente affrontabili senza la creazione della rete di cui sopra. Il tavolo ha chiuso i suoi lavori con tre proposte concrete sulle quali lavorare , per dare sostanza  alla scelta ineludibile, per una regione come la Calabria ,di diventare sempre più un polo pilota dell’accoglienza e del raccordo tra le comunità di provenienza dei migranti e le comunità di accoglienza. In quest’ottica il tavolo avanza al Forum tre proposte strettamente correlate sulle quali lavorare da subito: 1) Il finanziamento e l’attivazione della legge regionale n°18 del 2009 sopra richiamata recante “ Accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale economico e culturale delle Comunità Locali”; 2) la costruzione di un osservatorio regionale sull’immigrazione per monitorarne politiche e pratiche di gestione, con la possibilità di spingere l’osservazione e la ricerca, nei  Paesi e le comunità di provenienza  dei migranti, con il concorso dell’IDOS, l’ente di ricerca che da anni produce con il sostegno della tavola Valdese, la Rivista Confronti,  e il dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio, un pregevole dossier sulle migrazioni e delle università calabresi; 3) La costruzione di un percorso che sfoci in un incontro annuale di conoscenza e scambio, UN MERCATO MEDITERRANEO, una fiera non è alla nostra portata, tra le nostre comunità di accoglienza  e quelle di provenienza dei migranti.   4) la disincentivazione di pratiche di accoglienza securitarie, mediante l’avvio di progetti finalizzati alla creazione di momenti spontanei di scambio, che coinvolgano tutti gli attori sociali e professionali del territorio e che valorizzino le capacità e le inclinazioni individuali, artistiche o lavorative che siano.

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