Il Ministro Alfano a Tunisi

Oggi il Ministro degli esteri italiano Angelino Alfano sarà a Tunisi  per una serie di incontri istituzionali con le principali Autorità del Paese. Da quel che si legge nelle notizie di agenzia saranno  trattati i principali dossier bilaterali,  ma l’attenzione particolare sarà focalizzata su lotta comune al terrorismo, situazione libica e gestione dei flussi migratori. La sua visita segue quella del ministro degli interni Marco Minniti  che col suo omologo ministro tunisino, Hedi Majdoub ha affrontato i temi della sicurezza del Mediterraneo e dell’immigrazione. I due incontri sono indubbiamente momenti importanti che mirano a rinsaldare rapporti consolidati tra due Paesi di lunga amicizia e di interessi comuni. Due Paesi dirimpettai, legati da antica storia, che si trovano in due punti nodali delle sponde nord e sud del Mediterraneo. Entrambe attraversate da profonde crisi di sistema . Una , La Tunisia , collocata al punto più esterno di un’area vastissima, quella che va dalle sponde meridionali del Mediterraneo al Sahel  al Corno d’Africa, e dalla penisola arabica all’Hindu Kush,  sprofondata nel caos generato da guerre e terrore divenuti strumenti permanenti degli scontri di potere, per  la ricchezza, il posizionamento geo-strategico, gli interessi egemonici delle varie potenze regionali musulmane nel quadro geopolitico della globalizzazione e delle partite giocate nella scacchiera geostrategica dalle grandi potenze. L’altra, l’Italia , collocata nella estrema parte meridionale di un’Unione Europea attraversata da una perdurante  crisi economica ed identitaria, che ne mette in discussione valori principi , umanità, unità .  I morti del Mediterraneo , un mare stupendo, diventato un cimitero, la guerra ai suoi confini con la Russia, il terrorismo interno ed importato, gli squilibri territoriali, il decadimento demografico, le drammatiche e fallimentari politiche di austerità economica e  lo smantellamento del mitico welfare, ne hanno mutato assetto, natura, capacità propositiva. In questi due scenari diversi ma originati da una identica matrice, con due governi non in piena salute, gli spazi di manovra per entrambi si riducono al minimo  sindacale. Ma quel che è peggio è che si muovono, sui temi oggetto degli incontri, dentro logiche e scenari vecchi provando a contenere fenomeni ( terrorismo e migrazioni ) dei quali non si denunciano a sufficienza e non si combattono le cause, sia pur  nei limiti delle possibilità di due Paesi di  modesto peso geostrategico. Terrorismo e migrazioni, si combattono efficacemente solo se si pone fine alle guerre, se l’Europa , l’occidente e il resto del mondo tecnologicamente avanzato la smettono di vendere armi  a dittatori e a terroristi, di sostenere e armare paesi  che alimentano e sostengono i terroristi, per autoconservazione, come l’Arabia Saudita. Se  la smettono con l’imposizione di accordi  commerciai e di libero scambio che smantellano le economie locali, a partire da quelle agricole,  nella logica dominante della globalizzazione e di un liberismo selvaggio che impone gli interessi dei più forti. Se oltre a quella dei capitali rendono libera la circolazione delle persone, facilitano la scelte di studio all’estereo degli studenti, facilitano i rapporti tra le organizzazioni dell’associazionismo sindacale, culturale, civile e sociale , che rappresenta la forza vera di Italia e Tunisia. In entrambi i Paesi il protagonismo sociale ha conquistato e difeso la democrazia,  i beni comuni, i diritti, la dignità delle persone. Sono passati sei anni dalla rivoluzione della dignità tunisina  e se quei valori sono stati difesi, affermati e sanciti in una bella costituzione il merito principale va agli uomini e alle donne tunisine,  che pure in una situazione di crescente difficoltà hanno saputo tenere alta e difendere quella bandiera. Nello steso periodo di tempo in Italia è stata difesa l’acqua pubblica  e  la Costituzione repubblicana ci si è battuti per politiche inclusive di accoglienza rispettose della dignità delle persone,  la libera circolazione delle persone la costruzione di una comunità e di una cittadinanza Mediterranea. Tunisia ed Italia possono essere il punto su cui far leva per costruire un altro rapporto tra i popoli dei Paesi che vivono sulle sponde dei Paese  bagnate da un mare pieno storia, di tristezza, di allegria e di magie, come spingevano a fare i due grandi Forum Sociali mondiali di Tunisi del 2013 e del 2015. Di questo non parleranno i due ministri degli esteri. Non ne hanno il potere e la convinzione politica. Speriamo almeno che si snelliscano rapporti e procedure burocratiche che regolano il libero movimento e  scambio in tutti i campi dallo studio , al lavoro , dal turismo, alla cooperazione. Mimmo Rizzuti Presidente  Forum Italo Tunisino per la cittadinanza Mediterranea    

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