Il Grido di Gaza

 Quella telefonata che annuncia la fine Stefano Nanni | 15 luglio 2014 | “Nessun essere umano dovrebbe essere trattato nel modo in cui veniamo trattati qui a Gaza”, Osservatorio Iraq ha contattato telefonicamente la giovane blogger Nalan al Sarraj, a Gaza City La macabra sproporzione Ascanio Celestini Continuiamo a parlare di conflitto come se fosse una guerra tra due eserciti che si fronteggiano e non una superpotenza che schiaccia gli abitanti di una terra sventrata” A Gaza non c’è una guerra in corso… … c’è una guerra contro Gaza. Una guerra che arruola prima di tutto i grandi media (Cecilia Dalla Negra | 15 luglio 2014) Vi ricordate di Sabra e Chatila? Robert Fisk Quello è un racconto che dovremmo far leggere ogni volta che il fantasma di Sharon e dei suoi epigoni scatena la ferocia di Israele. Sono parole diStefano Chiarini, scambiate con inusuale tono solenne nella stanza degli “esteri” dopo aver mandato in stampa, col solito imbarazzante ritardo, una pagina  mediorientale di un qualsiasi numero del manifesto di tanti anni fa. Quel racconto è il grande reportage che Robert Fisk, l’inviato di guerra più famoso del mondo, secondo il New York Times, scrisse nel 1982 dopo esser entrato, tra i primissimi, nel campo profughi di Sabra e Chatila. I falangisti libanesi avevano appena compiuto, sotto gli occhi dell’esercito regolare di Ariel Sharon, uno dei massacri più atroci della storia del Novecento. Chiarini s’impegnò molto perché non fosse dimenticato. Aveva ragione. Lo sconvolgente articolo di Fisk è inserito (alle pagine 397-402) nella versione italiana de Il martirio di una nazione, edito da Il Saggiatore. Lo pubblichiamo per ricordare quella gente di Palestina, il lavoro di Stefano, che in giorni come questi ci manca parecchio, e dopo aver letto l’ultimo articolo di Fisk (qui lo trovate in inglese e in spagnolo) nel quale sostiene, con la consueta lucidità, che l’offensiva di Tel Aviv serve a chiarire che un eventuale microscopico Stato-Bantustan di Palestina non potrebbe in ogni caso avere confini veri ma dovrebbe restare un’enclave del tutto interna a Israele. Le stragi di questi giorni non sono certo causate dai missili di Hamas né dalla minaccia islamica, la chiave è quella di sempre: il possesso della terra. In coda, una breve video intervista al reporter inglese (con sottotitoli in italiano) nella quale Fisk dice come e perché raccontare una guerra è assai diverso dal raccontare una partita di calcio Giù le mani dalla Terrasanta Anna Bruno Suona lo shofar, e non per l’adunanza intorno alla Torah, ma come raggelante segnale di battaglia. Perché è sceso nuovamente il buio in Terrasanta, la Terra simbolo dell’accoglienza e dell’armonia ritrovata. La confondiamo con la Torre di Babele, quando Dio confuse le lingue. Ma qui in Terrasanta, i popoli ebraico, musulmano e cristiano vivevano in pace, gomito a gomito, fino al XX secolo quando, nel 1967, fu occupata dallo Stato di Israele e nel 1980 il Parlamento israeliano approvò quella maledetta “legge fondamentale” che proclamava “Gerusalemme (…) capitale di Israele”… Questa non è una guerra di autodifesa  Intervista a Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni (nalla pagina facebook “Vittorio Arrigoni” – 109.000 Mi piace – di domenica 14 luglio) Gaza piange. L’Europa dov’è? Alessandra Mecozzi I raid israeliani uccidono e massacrano senza sosta. Per la popolazione non è neanche possibile fuggire. E mentre l’Onu sembra paralizzata l’Ue e la sua presidenza italiana sono completamente assenti Quando Israele si “comporta bene” Noam Chomsky E’ importante capire come si vive a Gaza quando il comportamento di Israele è “moderato”: quando Israele “si comporta bene”, ogni settimana sono uccisi due bambini palestinesi, uno schema che va avanti da più di 14 anni. La causa è la criminale occupazione e i programmi di riduzione della vita palestinese alla mera sopravvivenza a Gaza, mentre i palestinesi sono confinati in angoli invivibili della West Bank e Israele si prende quel che vuole, il tutto in grossolana violazione della legge internazionale e di esplicite risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, per non parlare di una minima decenza. E continuerà fino a quando è appoggiato da Washington e tollerato dall’EuropaPiombo impunito (15.01.2009) Eduardo Galeano  Per giustificarsi, il terrorismo di stato fabbrica terroristi: semina odio e raccoglie pretesti. Tutto indica che questa macelleria di Gaza, che secondo gli autori vuole sconfiggere i terroristi, riuscirà a moltiplicarli. Salvate Saint Hilarion! Amici della Mezzaluna Un appello dagli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, che si occupa del sostegno dell’infanzia e della diffusione della storia e della cultura palestinese in Italia. La violenza dell’aggressione israeliana nella Striscia di Gaza non colpisce solo la popolazione civile indifesa ma anche un patrimonio artistico e storico inestimabile, come il complesso archelogico che comprende i resti di Saint Hilarion, il più antico edificio cristiano in Palestina Struzzi e coccodrilli. Parlano i cooperanti Cooperanti in Palestina Siamo operatori umanitari e condanniamo la violenza verso i civili, sempre. Gaza ci ha insegnato semplicemente cos’è la dignità. Scrive un gruppo di cooperanti italiani che ha visto con i suoi occhi la sofferenza e la resistenza (che non è certo il lancio dei razzi) di una popolazione che non ha rifugi o possibilità di fuga. L’implacabile violenza israeliana non colpisce Hamas ma gli uomini, i vecchi e soprattutto le donne e i bambini indifesi. L’equidistanza, per un cooperante che sente con le sue orecchie il rumore dei caccia, è un’offesa all’intelligenza e alla sensibilità, stupida, un’offesa crudele quanto intollerabile. Come l’informazione cieca o ignorante (e non per questo meno responsabile) della gran parte dei reporter di guerra da hotel sempre pronti a nascondere il capo sotto la sabbia e a deplorare con tono commosso il destino dei corpi straziati Fuga da Gaza Redattore sociale Ci hanno detto che non possiamo più restare e siamo stati costretti ad uscire da Gaza. I civili così rischiano di restare soli e con pochi aiuti. Il consolato italiano fa in modo che i cooperanti debbano lasciare la Striscia Salvate Saint Hilarion! Amici della Mezzaluna Un appello dagli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, che si occupa del sostegno dell’infanzia e della diffusione della storia e della cultura palestinese in Italia. La violenza dell’aggressione israeliana nella Striscia di Gaza non colpisce solo la popolazione civile indifesa ma anche un patrimonio artistico e storico inestimabile, come il complesso archelogico che comprende i resti di Saint Hilarion, il più antico edificio cristiano in Palestina Nena NewsPer un aggiornamento quotidiano, puntuale, serio e appassionato sulle notizie dalla Palestina, potete consultare l’Agenzia Nena News   DA VEDERE Gaza sotto attacco Le foto del fotografo palestinese Shareef Sarhan per lavoroculturale.org. Scatti essenziali della vita che resiste alle macerieLa guerra riguarda la morte, il più completo fallimento dello spirito umano. Non si può raccontare come una partita di calcio. Intervista video a Robert Fisk a cura di Andrea Coccia per Aleph http://comune-info.net/2014/07/grido-gaza/ 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna