News dal Forum Italotunisino

News dal Forum Italotunisino (326)

IUS SOLI- APPELLO

Il Forum Italo Tunisino per la Cittadinanza Mediterranea   aderisce  – e invita  associati e  simpatizzanti a fare altrettanto  – all’appello per la rapida approvazione della legge sullo Ius Soli proposto da Ginevra Bompiani e da altre personalità del mondo della cultura e della politica. Condivide e sostiene l’iniziativa “Ero straniero” promossa dai Radicali e altre associazioni ( http://www.radicali.it/campagne/immigrazione/) per una profonda modifica delle norme che regolano l’immigrazione nel nostro paese, superando la “Bossi – Fini”. Mimmo Rizzuti APPELLO Nell’epoca che stiamo vivendo, l’esilio è diventato la condizione naturale di milioni di esseri umani. Le guerre, le occupazioni, le intolleranze, gli abusi, le violenze stanno rendendo la nostra terra inabitabile a intere popolazioni costrette alla fuga. Oggi la patria è dove trovi pace e rifugio, è quella che rende possibile una convivenza civile. La patria è dove ti puoi fermare. E’ in questa luce che l’idea di cittadinanza cambia aspetto e dal diritto di sangue si apre al diritto del suolo, è così che un paese ritrova se stesso riconoscendosi nel suo prossimo. Siamo tutti figli della confusione fra patria e esilio. E’ una nuova idea di cittadinanza, che corrisponde al nostro tempo e alla storia comune, un’idea che ha fatto l’America e sta facendo l’Europa. Il nuovo principio dice che un bambino che nasce e cresce in Italia, che parla italiano e studia italiano, è italiano. E’ il vivere insieme e parlare una stessa lingua che ci rende ‘concittadini’. Se manteniamo un atteggiamento di paura e rifiuto, ci aspetta un mondo di ‘campi’, ufficialmente provvisori, in realtà perpetui, chiusi da muri che dividono uomini e donne per sempre estranei, e i nostri paesi saranno abitati da sconosciuti senza diritti, mortificati e scontenti. Ma se accettiamo di guardarli in faccia, vedremo persone che rimodellano con noi una vita comune. Perché il mondo è cambiato – e anche noi abbiamo contribuito a cambiarlo – e non abbiamo altre opzioni che incontrarci o farci la guerra, affratellarci o terrorizzare ed essere terrorizzati. Oggi si tratta di dare la cittadinanza a circa 800.000 bambini, per non ritrovarli ragazze e ragazzi senza alcun diritto. E di imparare dai bambini a giocare e crescere insieme. Per questo chiediamo agli Italiani di essere saggi, generosi e lungimiranti e di sostenere la legge che concede la cittadinanza per Ius soli, diritto del suolo.  
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“ Ripensare l’Europa ed il Mediterraneo”:

Il prossimo 25 Marzo ricorre il 60° anniversario dei trattai di Roma che diedero vita alla CEE.   Due anni fa fummo tra gli organizzatori del 60° della Conferenza di Messina, che precedette e preparò l’appuntamento di Roma, dal quale partì il processo comunitario per L’Europa.   Quella costruzione complessa e difficile, pur centrata su mercato e moneta, trattati e patti jugulatori, ha garantito 60 anni di Pace, un mercato comune, la libera circolazione delle persone, l’interscambio culturale formativo attraverso i progetti Erasmus, una serie di altre conquiste civili.   Ha tentato, con il processo di Barcellona 95, soffocato peraltro sul nascere e sepolto con la seconda conferenza di Lisbona 2006, l’apertura ai Paesi del Mediterraneo attraverso un partenariato formalmente improntato al Co-sviluppo, sia pure in un’ottica condizionata dalle logiche della globalizzazione montante, che l’hanno spinta, a subire l’egemonia tedesca e ad attestarsi su una politica di austerità suicida.   Oggi se non cambia rapidamente, finisce.   Stretta, com’è, nella morsa tra il Caos mediorientale e le picconate degli USA di Trump, squassata dalla crisi economica, in balia di un neoliberismo e di una globalizzazione in crisi profonda e del ritorno di un nazionalismo che si annuncia, se possibile, peggiore dell’apartheid della globalizzazione.   A Roma il 25 Marzo ci saranno i capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Unione per celebrare i Trattai istitutivi della CCE di 60 anni fa.   L’establishment, insomma, fautore della globalizzazione neoliberista, dell’austerità, insabbiatore della Carta fondamentale dei diritti entrata in vigore a dicembre 2009, con lo stesso effetto giuridico dei trattati dell’Unione e regolarmente disattesa.   Ci saranno i cosiddetti sovranisti, i razzisti, i fautori del ritorno alle piccole patrie ed ai nazionalismi che invocano e costruiscono muri, alimentano paure verso gli immigrati, sempre più importanti per vita stessa dell’Europa, ignorando e tacendo le cause e le responsabilità di un fenomeno biblico inarrestabile, diventato strutturale, che va governato con intelligenza e lungimiranza.   E ci saremo anche noi.   Tutti quelli che provano a “RIPENSARE L’EUROPA E IL MEDITERRANEO” e cercano tutte le vie praticabili per cambiare questa insostenibile UNIONE Intergovernativa, dove l’unico governo politico è affidato ad una banca, la Bce, e gli Stati membri sono, per giunta, pesantemente menomati nelle loro prerogative costituzionali in materia di politica economica e sociale. Che guardano ad un’Europa Accogliente, Unita e Solidale, aperta a tutti popoli del Mediterraneo.   Un ‘Europa che rinasca dalle grandi reti di associazioni e movimenti sociali, delle Città, delle Comunità ed Istituzioni locali, che si battono ed operano per la pace e i diritti, la dignità ed il benessere delle persone in qualunque posto del mondo si trovino. Un’Europa che lotta contro le guerre, il terrorismo, il saccheggio delle risorse ambientali proprie e altrui, ne denuncia le cause, accoglie e aiuta ad inserire i migranti nel rispetto della loro cultura e dei loro diritti.   Nel quadro delle iniziative del 23 24 e 25 noi stiamo lavorando per costruire, il 24 Marzo, un incontro  sul tema :   “ Ripensare l’Europa ed il Mediterraneo”:   Per cambiare e salvare l’Europa, partendo dalle associazioni, le reti, i movimenti sociali le Città i Sindaci, le Comunità e le Istituzioni Locali Europee dell’Accoglienza, le associazioni dei migranti. Una iniziativa che si colloca nel quadro dell’appello LA NOSTRA EUROPA UNITA DEMOCRATICA SOLIDALE, che invitiamo a sottoscrivere ed a divulgare al massimo. SEM- SinistraEuroMediterranea Forum ITaloTunisino per la Cittadinanza Mediterranea   Roma 4 febbraio 2017
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LA NOSTRA EUROPA UNITA DEMOCRATICA E SOLIDALE

LA NOSTRA EUROPA UNITA DEMOCRATICA E SOLIDALE   In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che, per salvare l'Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla.   Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative.   Negli ultimi anni, con trattati ingiusti, austerità, dominio della finanza, respingimenti, precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, anche in Europa sono cresciute a dismisura diseguaglianza e povertà.   Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature. Crescono sfiducia, paure ed insicurezza sociale. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi reazionari, muri, frontiere e fili spinati.   Un'altra Europa è necessaria, urgente e possibile e per costruirla dobbiamo agire. Denunciare le politiche che mettono a rischio la sua esistenza, esigere istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate, il rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali, difendere ciò che di buono si è costruito, proporre alternative, batterci per realizzarle, anche nel Mediterraneo e oltre i confini dell'Unione.   Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale.   Dobbiamo essere in grado di trasformare il "prima gli italiani, gli inglesi i francesi”, in “prima noi tutte e tutti", europei del nord e del sud, dell'est e dell'ovest, nativi e migranti,  uomini e donne.   Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre differenze, nel nostro continente e in tutto il mondo, sappia essere all'altezza della sfida che abbiamo di fronte.    Invitiamo ad aderire a questo appello, a promuovere e inserire in questa cornice comune eventi e appuntamenti nel prossimo periodo in Italia e in tutta Europa, a essere a Roma il 23.24.25 marzo per mobilitarci in tante iniziative, incontri, azioni, interventi nella città e realizzare una grande convergenza unitaria.   Il comitato organizzatore      
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Il Ministro Alfano a Tunisi

Oggi il Ministro degli esteri italiano Angelino Alfano sarà a Tunisi  per una serie di incontri istituzionali con le principali Autorità del Paese. Da quel che si legge nelle notizie di agenzia saranno  trattati i principali dossier bilaterali,  ma l’attenzione particolare sarà focalizzata su lotta comune al terrorismo, situazione libica e gestione dei flussi migratori. La sua visita segue quella del ministro degli interni Marco Minniti  che col suo omologo ministro tunisino, Hedi Majdoub ha affrontato i temi della sicurezza del Mediterraneo e dell’immigrazione. I due incontri sono indubbiamente momenti importanti che mirano a rinsaldare rapporti consolidati tra due Paesi di lunga amicizia e di interessi comuni. Due Paesi dirimpettai, legati da antica storia, che si trovano in due punti nodali delle sponde nord e sud del Mediterraneo. Entrambe attraversate da profonde crisi di sistema . Una , La Tunisia , collocata al punto più esterno di un’area vastissima, quella che va dalle sponde meridionali del Mediterraneo al Sahel  al Corno d’Africa, e dalla penisola arabica all’Hindu Kush,  sprofondata nel caos generato da guerre e terrore divenuti strumenti permanenti degli scontri di potere, per  la ricchezza, il posizionamento geo-strategico, gli interessi egemonici delle varie potenze regionali musulmane nel quadro geopolitico della globalizzazione e delle partite giocate nella scacchiera geostrategica dalle grandi potenze. L’altra, l’Italia , collocata nella estrema parte meridionale di un’Unione Europea attraversata da una perdurante  crisi economica ed identitaria, che ne mette in discussione valori principi , umanità, unità .  I morti del Mediterraneo , un mare stupendo, diventato un cimitero, la guerra ai suoi confini con la Russia, il terrorismo interno ed importato, gli squilibri territoriali, il decadimento demografico, le drammatiche e fallimentari politiche di austerità economica e  lo smantellamento del mitico welfare, ne hanno mutato assetto, natura, capacità propositiva. In questi due scenari diversi ma originati da una identica matrice, con due governi non in piena salute, gli spazi di manovra per entrambi si riducono al minimo  sindacale. Ma quel che è peggio è che si muovono, sui temi oggetto degli incontri, dentro logiche e scenari vecchi provando a contenere fenomeni ( terrorismo e migrazioni ) dei quali non si denunciano a sufficienza e non si combattono le cause, sia pur  nei limiti delle possibilità di due Paesi di  modesto peso geostrategico. Terrorismo e migrazioni, si combattono efficacemente solo se si pone fine alle guerre, se l’Europa , l’occidente e il resto del mondo tecnologicamente avanzato la smettono di vendere armi  a dittatori e a terroristi, di sostenere e armare paesi  che alimentano e sostengono i terroristi, per autoconservazione, come l’Arabia Saudita. Se  la smettono con l’imposizione di accordi  commerciai e di libero scambio che smantellano le economie locali, a partire da quelle agricole,  nella logica dominante della globalizzazione e di un liberismo selvaggio che impone gli interessi dei più forti. Se oltre a quella dei capitali rendono libera la circolazione delle persone, facilitano la scelte di studio all’estereo degli studenti, facilitano i rapporti tra le organizzazioni dell’associazionismo sindacale, culturale, civile e sociale , che rappresenta la forza vera di Italia e Tunisia. In entrambi i Paesi il protagonismo sociale ha conquistato e difeso la democrazia,  i beni comuni, i diritti, la dignità delle persone. Sono passati sei anni dalla rivoluzione della dignità tunisina  e se quei valori sono stati difesi, affermati e sanciti in una bella costituzione il merito principale va agli uomini e alle donne tunisine,  che pure in una situazione di crescente difficoltà hanno saputo tenere alta e difendere quella bandiera. Nello steso periodo di tempo in Italia è stata difesa l’acqua pubblica  e  la Costituzione repubblicana ci si è battuti per politiche inclusive di accoglienza rispettose della dignità delle persone,  la libera circolazione delle persone la costruzione di una comunità e di una cittadinanza Mediterranea. Tunisia ed Italia possono essere il punto su cui far leva per costruire un altro rapporto tra i popoli dei Paesi che vivono sulle sponde dei Paese  bagnate da un mare pieno storia, di tristezza, di allegria e di magie, come spingevano a fare i due grandi Forum Sociali mondiali di Tunisi del 2013 e del 2015. Di questo non parleranno i due ministri degli esteri. Non ne hanno il potere e la convinzione politica. Speriamo almeno che si snelliscano rapporti e procedure burocratiche che regolano il libero movimento e  scambio in tutti i campi dallo studio , al lavoro , dal turismo, alla cooperazione. Mimmo Rizzuti Presidente  Forum Italo Tunisino per la cittadinanza Mediterranea    
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UN PRODOTTO TOSSICO INVADE L'EUROPA DICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEO

MOVIMENTO EUROPEOCONSIGLIO ITALIANO________________________________________________________________________________________________UN PRODOTTO TOSSICO INVADE L'EUROPADICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEO Un prodotto tossico invade l’Europa. Esso provoca intolleranze, sentimenti incontrollati di paura,reazioni violente e aggressività. Il prodotto tossico si chiama “disinformazione” e riguarda letrasmigrazioni che passano dal continente africano – per decenni devastato anche dagli europei – alcontinente europeo ma coinvolge anche l’America Latina, l’Asia e l’Oceania. Queste trasmigrazionihanno reso drammaticamente desueta la Convenzione di Ginevra “per la protezione delle personecivili in tempo di guerra” che appare ora inefficace di fronte alle nuove ragioni che costringonopersone a fuggire da guerre, disastri ambientali e violenze tribali.Ci sono nel mondo più di sedici milioni di rifugiati di cui i tre quarti hanno trovato asilo fuoridall’Europa mentre nell’UE essi non superano l’1% della popolazione residente. Per dare untermine di paragone, l’Europa – che è solo in parte terra di immigrazione (legale, illegale, dirichiedenti asilo) – è stata per decenni terra di emigrazione: dal 1836 al 1914, trenta milioni dieuropei hanno cercato e trovato accoglienza negli USA. Secondo l’UNHCR dal 1° gennaio al 30settembre 2016 gli sbarchi in Europa sono diminuiti del 42% (da 500.042 a 300.927 di cui 166.749in Grecia e 131.702 in Italia) mentre è spaventosamente aumentata (23%) la carneficina nelMediterraneo.Non funziona la politica di ricollocazione fra paesi membri: una percentuale minima di rifugiaticambia Stato di accoglienza con decisioni che ignorano spesso la loro volontà e le esigenze diricongiungimento familiare e sociale. Non potrà funzionare il Regolamento di Dublino secondo laproposta della Commissione se non si modificheranno sostanzialmente i suoi elementi essenzialipassando dallo stato di emergenza a quello di permanenza, se non sarà sancito il carattere vincolantedel principio di solidarietà e se non ci sarà un’efficace protezione e accoglienza dei minori nonaccompagnati. Non c’è ancora vera gestione europea delle trasmigrazioni alle frontiere dell’UE, ilche rende difficile il controllo da parte degli Stati di prima accoglienza e rischia di renderepermanente la sospensione degli accordi di Schengen. Non esistono strumenti finanziari adeguatiper aiutare gli Stati a promuovere ed eseguire politiche di accoglienza, inclusione e sviluppo disocietà interculturali fondate sulla convivenza e il rispetto dell’altro.Il Movimento europeo ha deciso di avviare un’urgente azione con tutti i suoi membri collettivi:- per combattere la disinformazione in tema di immigrazione e asilo- per ottenere una revisione della proposta di modifica del Regolamento di Dublino,presentata dalla Commissione, nel senso indicato più sopra- per chiedere la revisione e l’accelerazione delle procedure che determinano chi ha diritto diasilo e delle misure di accoglienza- per far inserire nelle direttive europee il diritto di circolazione per ricerca di lavoro e ildiritto di asilo previsti dalla Carta dell’ONU- per lanciare, insieme alle organizzazioni che operano a favore dei rifugiati, un’iniziativainternazionale volta a modificare la Convenzione di Ginevra- per far riorientare a favore dell’accoglienza una parte significativa delle spese di coesioneregionale, sociale e territoriale destinate a società inclusive, diverse e plurali dando lapriorità allo sviluppo delle aree interne- per ottenere una vera e propria politica di cooperazione allo sviluppo verso l’Africa chedistingua paesi a regime democratico e paesi dove i diritti dell’Uomo sono costantementeviolati.Roma, 26 ottobre 2016
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UN PRODOTTO TOSSICO INVADE L'EUROPA DICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEO

MOVIMENTO EUROPEOCONSIGLIO ITALIANO________________________________________________________________________________________________UN PRODOTTO TOSSICO INVADE L'EUROPADICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEO Un prodotto tossico invade l’Europa. Esso provoca intolleranze, sentimenti incontrollati di paura,reazioni violente e aggressività. Il prodotto tossico si chiama “disinformazione” e riguarda letrasmigrazioni che passano dal continente africano – per decenni devastato anche dagli europei – alcontinente europeo ma coinvolge anche l’America Latina, l’Asia e l’Oceania. Queste trasmigrazionihanno reso drammaticamente desueta la Convenzione di Ginevra “per la protezione delle personecivili in tempo di guerra” che appare ora inefficace di fronte alle nuove ragioni che costringonopersone a fuggire da guerre, disastri ambientali e violenze tribali.Ci sono nel mondo più di sedici milioni di rifugiati di cui i tre quarti hanno trovato asilo fuoridall’Europa mentre nell’UE essi non superano l’1% della popolazione residente. Per dare untermine di paragone, l’Europa – che è solo in parte terra di immigrazione (legale, illegale, dirichiedenti asilo) – è stata per decenni terra di emigrazione: dal 1836 al 1914, trenta milioni dieuropei hanno cercato e trovato accoglienza negli USA. Secondo l’UNHCR dal 1° gennaio al 30settembre 2016 gli sbarchi in Europa sono diminuiti del 42% (da 500.042 a 300.927 di cui 166.749in Grecia e 131.702 in Italia) mentre è spaventosamente aumentata (23%) la carneficina nelMediterraneo.Non funziona la politica di ricollocazione fra paesi membri: una percentuale minima di rifugiaticambia Stato di accoglienza con decisioni che ignorano spesso la loro volontà e le esigenze diricongiungimento familiare e sociale. Non potrà funzionare il Regolamento di Dublino secondo laproposta della Commissione se non si modificheranno sostanzialmente i suoi elementi essenzialipassando dallo stato di emergenza a quello di permanenza, se non sarà sancito il carattere vincolantedel principio di solidarietà e se non ci sarà un’efficace protezione e accoglienza dei minori nonaccompagnati. Non c’è ancora vera gestione europea delle trasmigrazioni alle frontiere dell’UE, ilche rende difficile il controllo da parte degli Stati di prima accoglienza e rischia di renderepermanente la sospensione degli accordi di Schengen. Non esistono strumenti finanziari adeguatiper aiutare gli Stati a promuovere ed eseguire politiche di accoglienza, inclusione e sviluppo disocietà interculturali fondate sulla convivenza e il rispetto dell’altro.Il Movimento europeo ha deciso di avviare un’urgente azione con tutti i suoi membri collettivi:- per combattere la disinformazione in tema di immigrazione e asilo- per ottenere una revisione della proposta di modifica del Regolamento di Dublino,presentata dalla Commissione, nel senso indicato più sopra- per chiedere la revisione e l’accelerazione delle procedure che determinano chi ha diritto diasilo e delle misure di accoglienza- per far inserire nelle direttive europee il diritto di circolazione per ricerca di lavoro e ildiritto di asilo previsti dalla Carta dell’ONU- per lanciare, insieme alle organizzazioni che operano a favore dei rifugiati, un’iniziativainternazionale volta a modificare la Convenzione di Ginevra- per far riorientare a favore dell’accoglienza una parte significativa delle spese di coesioneregionale, sociale e territoriale destinate a società inclusive, diverse e plurali dando lapriorità allo sviluppo delle aree interne- per ottenere una vera e propria politica di cooperazione allo sviluppo verso l’Africa chedistingua paesi a regime democratico e paesi dove i diritti dell’Uomo sono costantementeviolati.Roma, 26 ottobre 2016
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UN PRODOTTO TOSSICO INVADE L'EUROPA DICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEO

MOVIMENTO EUROPEOCONSIGLIO ITALIANO________________________________________________________________________________________________UN PRODOTTO TOSSICO INVADE L'EUROPADICHIARAZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEO Un prodotto tossico invade l’Europa. Esso provoca intolleranze, sentimenti incontrollati di paura,reazioni violente e aggressività. Il prodotto tossico si chiama “disinformazione” e riguarda letrasmigrazioni che passano dal continente africano – per decenni devastato anche dagli europei – alcontinente europeo ma coinvolge anche l’America Latina, l’Asia e l’Oceania. Queste trasmigrazionihanno reso drammaticamente desueta la Convenzione di Ginevra “per la protezione delle personecivili in tempo di guerra” che appare ora inefficace di fronte alle nuove ragioni che costringonopersone a fuggire da guerre, disastri ambientali e violenze tribali.Ci sono nel mondo più di sedici milioni di rifugiati di cui i tre quarti hanno trovato asilo fuoridall’Europa mentre nell’UE essi non superano l’1% della popolazione residente. Per dare untermine di paragone, l’Europa – che è solo in parte terra di immigrazione (legale, illegale, dirichiedenti asilo) – è stata per decenni terra di emigrazione: dal 1836 al 1914, trenta milioni dieuropei hanno cercato e trovato accoglienza negli USA. Secondo l’UNHCR dal 1° gennaio al 30settembre 2016 gli sbarchi in Europa sono diminuiti del 42% (da 500.042 a 300.927 di cui 166.749in Grecia e 131.702 in Italia) mentre è spaventosamente aumentata (23%) la carneficina nelMediterraneo.Non funziona la politica di ricollocazione fra paesi membri: una percentuale minima di rifugiaticambia Stato di accoglienza con decisioni che ignorano spesso la loro volontà e le esigenze diricongiungimento familiare e sociale. Non potrà funzionare il Regolamento di Dublino secondo laproposta della Commissione se non si modificheranno sostanzialmente i suoi elementi essenzialipassando dallo stato di emergenza a quello di permanenza, se non sarà sancito il carattere vincolantedel principio di solidarietà e se non ci sarà un’efficace protezione e accoglienza dei minori nonaccompagnati. Non c’è ancora vera gestione europea delle trasmigrazioni alle frontiere dell’UE, ilche rende difficile il controllo da parte degli Stati di prima accoglienza e rischia di renderepermanente la sospensione degli accordi di Schengen. Non esistono strumenti finanziari adeguatiper aiutare gli Stati a promuovere ed eseguire politiche di accoglienza, inclusione e sviluppo disocietà interculturali fondate sulla convivenza e il rispetto dell’altro.Il Movimento europeo ha deciso di avviare un’urgente azione con tutti i suoi membri collettivi:- per combattere la disinformazione in tema di immigrazione e asilo- per ottenere una revisione della proposta di modifica del Regolamento di Dublino,presentata dalla Commissione, nel senso indicato più sopra- per chiedere la revisione e l’accelerazione delle procedure che determinano chi ha diritto diasilo e delle misure di accoglienza- per far inserire nelle direttive europee il diritto di circolazione per ricerca di lavoro e ildiritto di asilo previsti dalla Carta dell’ONU- per lanciare, insieme alle organizzazioni che operano a favore dei rifugiati, un’iniziativainternazionale volta a modificare la Convenzione di Ginevra- per far riorientare a favore dell’accoglienza una parte significativa delle spese di coesioneregionale, sociale e territoriale destinate a società inclusive, diverse e plurali dando lapriorità allo sviluppo delle aree interne- per ottenere una vera e propria politica di cooperazione allo sviluppo verso l’Africa chedistingua paesi a regime democratico e paesi dove i diritti dell’Uomo sono costantementeviolati.Roma, 26 ottobre 2016
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EFIMED WEEK 2016 Smart Mediterranean forestry, bioeconomy and social integration

EFIMED WEEK 2016Smart Mediterranean forestry, bioeconomy and socialintegration(7‐9 November 2016 ‐ Popilia Resort, Calabria, Italy)Scientific Seminar schedule7th November (DAY ONE)Time Opening session: “Mediterranean under global change: key societal challenges”Chair: Inazio Martinez de Arano, EFIMED14.00 Welcome by Calabria Region authorities, speaker TBC14.10 Nicolas Picard, Coordinator of Silva‐Mediterranea Committee, FAO14.20 Giuseppe Scarascia, Chair of EFI Board and Tuscia UniversityTime Session I ‐ Smart Forestry: innovative Mediterranean value chainsThis session showcases emerging solutions and approaches to increase the role of Med Forest inthe green economy.14:30 Chair: Massimo Fragiacomo, Università degli Studi dell'AquilaKeynotes: Eduardo Rojas Briales, Universidad Politécnica de Valencia ‐ Mediterranean forests:challenges and opportunities for an inclusive bioeconomy. Giorgio Matteucci, CNR Italy ‐ Advanced inventory and logistic for multipurpose forestrychain (ALForLab project) Name Tbc, F360 (start‐up company) ‐ Big data science for more efficient MediterraneanSilviculture15.30 Coffee break15.45  Hamed Daly Hassen, INRA Tunisia ‐ International markets for essential oils sector inTunisia: strategies and opportunities Manuela Romagnoli, UNITUS ‐ Innovation in wood technology. New uses forMediterranean woods Elena Gorriz, EFIMED ‐ Innovative business models for NWFPs High lights from StarTreeprojectQ&A17:00 ‐18:15Round table ‐ Innovative Landscapes: participatory approachesChair, Inazio Martinez de Arano, EFIMED Dario Paletta ‐ Mediterranean Model Forest Network Roser Maneja, ICTA Barcelona ‐International UNESCO centre for Mediterranean BiosphereReserves Sihem Jebari, INRGREF, Tunisia – The BEWATER project, a participatory approach19:15 Departure for social dinner – Pizzo Calabro Castle8th November (DAY TWO)08.45 EFIMED Network News:‐ H2020 Forest Co‐fund: State of the Art, Andreas Kleinschmit‐ Network of Mediterranean Forest Cities, Riccardo CastelliniTime Session II: Forestry and social integrationThis session introduces the links between environmental and social issues.09:00 Chair: Laura Secco (Univ. Padova)Keynotes on Policy and Wider Issues: Grammenos Mastrojeni, Italian Ministry of Foreign Affairs ‐ Environmental and socialcrises in the Mediterranean Region and beyond Domenico Lucano, Mayor of Riace, Calabria ‐ Migration, social integration and ruraleconomy Spyridon Mamalis, Kavala Institute of Technology ‐ The Greek experience: The nonreturnof young people to the Greek Countryside10:30 Coffee break11:00 Keynotes on Practical Experiences, Programmes and Examples: Joachim Englert, SocialForest, SL (www.Socialforest.org) Petra Isabella Schwarz, GreenCare Programme ‐ The Austrian experience(www.greencare.at) Alina L. Sabangeanu, The (un)wanted others: a case study on the Romanian migrantsexperience in Castilla–Leon (Spain), on the exploitation of mycological resources12:00 Plenary discussion13:00 Poster presentations: 2 min poster presentations by the authors13:15 LunchTime Session III – From Knowledge to Action14:45 Chair: Andreas KleinschmitTable 1: Empowering people Antoine Harfouche, UNITUS – Empowering the young: innovative entrepreneurship foryoung experts in biotechnology Rosanna Quagliariello, CIHEAM/IAMB Bari ‐ Empowering women: Building Resilience ofMediterranean Rural Communities Through the Empowerment of Women Diarmuid Mac Aree, The role of forestry training schools in social integration16:00 Coffee break16:30 Table 2. Making innovation happen Alessandro Leonardi ‐ ETIFOR & University of Padova ‐ The ECOSTAR Impact Hub:promoting entrepreneurship and innovation among EU forestry departments Giorgio Mosangini, Switchmed (SCP/RAC) ‐ Supporting Green Entrepreneurship and Ecoinnovationin the Mediterranean Christine Farcy, University of Louvain ‐ Blue Forest: Promoting innovation inMediterranean forestry Enrique Doblas Miranda, CREAF Barcelona ‐ Supporting local innovation through theNODE: Node for Opportunities, Development and the Environment17:45 Concluding RemarksGiuseppe Scarascia, Laura Secco, Andreas Kleinschmit18.10 Best Poster Award18:20 Field trip presentation (add name)9th November (DAY THREE – FIELD TRIP)Time Field trip09:00 Regional Park of Le Serre (beech and silver fir mixed forests), Private Forest Company Poletto(over 2000 ha of managed forests, including Douglas fir plantation) & the Biodiversity StateReserve of Mongiana (example of innovative management in beech forests – LIFE ManForexperience).17.00 Return to resort / Transfer to airport
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LA RÉPUBLIQUE A-T-ELLE ÉTÉ VRAIMENT INSTITUÉE DANS NOTRE PAYS?

A L’OCCASION DU 25 JUILLET, FÊTE DE LA REPUBLIQUE :  LA RÉPUBLIQUE A-T-ELLE ÉTÉ VRAIMENT INSTITUÉE DANS NOTRE PAYS?                  Cela fait 59 ans que la République fut annoncée par l’Assemblée Nationale Constitutive, le 25 Juillet 1957 et bien qu’une telle déclaration soit, en elle-même, un élan historique progressiste et important en mettant un terme au règne de la dynastie Husseinite collaboratrice et corrompue, l’expérience du pouvoir durant les décennies qui ont suivi a montré clairement que la Tunisie n’a été transformée en république que verbalement puisqu’à la dictature de la dynastie s’est substituée la dictature du parti puis celle de la personne du « Combattant Suprême » en une première étape et en seconde étape celle de « l’Homme du Changement ».             La constitution du 1èr Juin 1959, notamment les amendements consécutifs qu’elle a connus, a fait écrouler la république pour ériger à sa place un système hybride, d’allure républicaine moderniste mais de fond individualiste, arbitraire et répressif. « La république de Bourguiba » a atteint l’extrême limite de dérapage avec la proclamation de la présidence à vie en 1975. Le président prétendait, par vanité et narcissisme, avoir crée de ses mains le peuple tunisien qui n’était auparavant qu’un groupe d’individus. L’absolutisme n’était pas l’unique caractéristique du régime de Bourguiba mais surtout la dictature. En effet, le régime a fait asseoir, dès ses débuts, son règne sur l’élimination sanguinaire des opposants yousséfistes et sur la répression des diverses formations politiques gauchistes, nationalistes, syndicalistes, estudiantines et islamistes outre la corruption et la dépendance absolue vis-à-vis de l’étranger, notamment de l’ancien colonisateur, la France et des fonds de pillage et d’exploitation qui ont contraint le régime à adopter des options impopulaires et non patriotiques ; ce qui a fait perdre à la  « république » sa dimension sociale. Ces mêmes caractéristiques du régime ont persisté sous le règne du général Ben Ali qui a gouverné le pays de main de fer durant 23 ans et l’a transformé en domaine privé au profit de sa famille ; chose qui a incité le peuple à se livrer à des batailles consécutives contre  son régime qui se sont terminées par une grande victoire l’obligeant à prendre la fuite. Notre peuple a réussi à imposer la Constituante en tant que mécanisme permettant la transition effective du totalitarisme absolu et de l’état de « République/royauté » à celui de République réelle qui n’a de sens qu’en situation de démocratie, de souveraineté populaire et de dignité nationale. Si le peuple a pu, grâce à sa lutte obstinée contre la majorité de droite réactionnaire au sein de la Constituante, rendre possible l’élaboration d’une constitution démocratique, le processus d’édification de la république, dite seconde par certains car celle du 25 Juillet 1957 a été compromise, a trébuché en raison des tentatives de retournement contre-révolutionnaire fomentées par l’alliance l’État profond/Mouvement Ennahdha. Aujourd’hui, les choses sont toujours au même point. La création des instances et des institutions constitutionnelles fondamentales de la république se trouve dans le blocage, le Conseil Supérieur de la Magistrature, la Cour Constitutionnelle, en l’occurrence. Les chevauchements de rôles entre l’État comme service public et le parti ou les partis au pouvoir se poursuivent nourrissant ainsi favoritisme, trafic d’influence, corruption et prédominance de la logique du butin à partager et de l’accaparation chez l’ensemble des composantes de la coalition au pouvoir et notamment chez Nidaa et Ennahdha. L’offensive menée contre le processus de la justice transitionnelle et sa déstabilisation à travers certaines initiatives législatives prises par la présidence de la république en vue de le saper n’a pas cessé. les atteintes aux libertés publiques et individuelles commencent à se manifester à côté du retour en force de la mafia qui dirige réellement le pays, les partis au pouvoir et les institutions de souveraineté. Aussi, le grand danger pour la république n’est-il pas de porter atteinte, de façon méthodique, à la souveraineté nationale, via la soumission avilissante aux centres de décision internationaux, en particulier le Fonds Monétaire International et la Banque Mondiale qui ont plein pouvoir sur de nombreux dispositifs et institutions, l’Assemblée des Représentants du Peuple, entre-autre, transformée sous le Quartet, en bureau d’ordre et ayant pour rôle unique l’approbation des accords de prêts humiliants. Ces derniers temps, des signes de retour au pouvoir familial commencent à pointer au Palais de Carthage ; ce qui constitue une menace sérieuse à la république. Désormais, la vigilance de notre peuple et l’action de ses forces révolutionnaires et progressistes et leur résistance aux formes de réaction et de retournement contre-révolutionnaire sont les seuls garants pour la réorientation de la marche vers la république démocratique et sociale pour laquelle notre peuple a offert ce qu’il avait de plus cher et de plus précieux.   Editorial "La Voix du Peuple" n° 218, du 22 Juillet 2016
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LA RÉPUBLIQUE A-T-ELLE ÉTÉ VRAIMENT INSTITUÉE DANS NOTRE PAYS?

A L’OCCASION DU 25 JUILLET, FÊTE DE LA REPUBLIQUE :  LA RÉPUBLIQUE A-T-ELLE ÉTÉ VRAIMENT INSTITUÉE DANS NOTRE PAYS?                  Cela fait 59 ans que la République fut annoncée par l’Assemblée Nationale Constitutive, le 25 Juillet 1957 et bien qu’une telle déclaration soit, en elle-même, un élan historique progressiste et important en mettant un terme au règne de la dynastie Husseinite collaboratrice et corrompue, l’expérience du pouvoir durant les décennies qui ont suivi a montré clairement que la Tunisie n’a été transformée en république que verbalement puisqu’à la dictature de la dynastie s’est substituée la dictature du parti puis celle de la personne du « Combattant Suprême » en une première étape et en seconde étape celle de « l’Homme du Changement ».             La constitution du 1èr Juin 1959, notamment les amendements consécutifs qu’elle a connus, a fait écrouler la république pour ériger à sa place un système hybride, d’allure républicaine moderniste mais de fond individualiste, arbitraire et répressif. « La république de Bourguiba » a atteint l’extrême limite de dérapage avec la proclamation de la présidence à vie en 1975. Le président prétendait, par vanité et narcissisme, avoir crée de ses mains le peuple tunisien qui n’était auparavant qu’un groupe d’individus. L’absolutisme n’était pas l’unique caractéristique du régime de Bourguiba mais surtout la dictature. En effet, le régime a fait asseoir, dès ses débuts, son règne sur l’élimination sanguinaire des opposants yousséfistes et sur la répression des diverses formations politiques gauchistes, nationalistes, syndicalistes, estudiantines et islamistes outre la corruption et la dépendance absolue vis-à-vis de l’étranger, notamment de l’ancien colonisateur, la France et des fonds de pillage et d’exploitation qui ont contraint le régime à adopter des options impopulaires et non patriotiques ; ce qui a fait perdre à la  « république » sa dimension sociale. Ces mêmes caractéristiques du régime ont persisté sous le règne du général Ben Ali qui a gouverné le pays de main de fer durant 23 ans et l’a transformé en domaine privé au profit de sa famille ; chose qui a incité le peuple à se livrer à des batailles consécutives contre  son régime qui se sont terminées par une grande victoire l’obligeant à prendre la fuite. Notre peuple a réussi à imposer la Constituante en tant que mécanisme permettant la transition effective du totalitarisme absolu et de l’état de « République/royauté » à celui de République réelle qui n’a de sens qu’en situation de démocratie, de souveraineté populaire et de dignité nationale. Si le peuple a pu, grâce à sa lutte obstinée contre la majorité de droite réactionnaire au sein de la Constituante, rendre possible l’élaboration d’une constitution démocratique, le processus d’édification de la république, dite seconde par certains car celle du 25 Juillet 1957 a été compromise, a trébuché en raison des tentatives de retournement contre-révolutionnaire fomentées par l’alliance l’État profond/Mouvement Ennahdha. Aujourd’hui, les choses sont toujours au même point. La création des instances et des institutions constitutionnelles fondamentales de la république se trouve dans le blocage, le Conseil Supérieur de la Magistrature, la Cour Constitutionnelle, en l’occurrence. Les chevauchements de rôles entre l’État comme service public et le parti ou les partis au pouvoir se poursuivent nourrissant ainsi favoritisme, trafic d’influence, corruption et prédominance de la logique du butin à partager et de l’accaparation chez l’ensemble des composantes de la coalition au pouvoir et notamment chez Nidaa et Ennahdha. L’offensive menée contre le processus de la justice transitionnelle et sa déstabilisation à travers certaines initiatives législatives prises par la présidence de la république en vue de le saper n’a pas cessé. les atteintes aux libertés publiques et individuelles commencent à se manifester à côté du retour en force de la mafia qui dirige réellement le pays, les partis au pouvoir et les institutions de souveraineté. Aussi, le grand danger pour la république n’est-il pas de porter atteinte, de façon méthodique, à la souveraineté nationale, via la soumission avilissante aux centres de décision internationaux, en particulier le Fonds Monétaire International et la Banque Mondiale qui ont plein pouvoir sur de nombreux dispositifs et institutions, l’Assemblée des Représentants du Peuple, entre-autre, transformée sous le Quartet, en bureau d’ordre et ayant pour rôle unique l’approbation des accords de prêts humiliants. Ces derniers temps, des signes de retour au pouvoir familial commencent à pointer au Palais de Carthage ; ce qui constitue une menace sérieuse à la république. Désormais, la vigilance de notre peuple et l’action de ses forces révolutionnaires et progressistes et leur résistance aux formes de réaction et de retournement contre-révolutionnaire sont les seuls garants pour la réorientation de la marche vers la république démocratique et sociale pour laquelle notre peuple a offert ce qu’il avait de plus cher et de plus précieux.   Editorial "La Voix du Peuple" n° 218, du 22 Juillet 2016
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